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Pareggiano per 2-2 entrambe le romane nel giovedì europeo rimanendo così al secondo posto nei propri gironi

La Lazio a Marsiglia va prima in svantaggio e poi la ribalta, prima di farsi raggiungere da Payet a 10' dalla fine mentre la Roma risorge in parte dalla figuraccia in Norvegia e riesce a strappare un punto.

Pareggiano per 2-2 entrambe le romane nel giovedì europeo rimanendo così al secondo posto nei propri gironi

Globalsport

4 Novembre 2021 - 20.57


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Olympique Marsiglia 2-2 Lazio (33′ rig.Milik (M), 45+5′ Felipe Anderson, 49′ Immobile, 82′ Payet (M))
Al Velodrome di Marsiglia, senza i tifosi biancocelesti, la Lazio pareggia per la seconda volta contro i francesi dell’Olympique, con il girone E che vede al primo posto il Galatasaray con 8 punti, poi la squadra di Sarri con 5 punti, infine proprio l’Olympique con 4 punti dovuti ai soli pareggi fin’ora fatti dalla squadra di Sampaoli, all’ultimo posto la Lokomotiv Mosca con 2 punti.
Nella serata in cui Ciro Immobile da Torre Annunziata, giovanili nella vicina Sorrento e poi Juventus, poi Siena, Grosseto, Pescara, Genoa, Torino, Borussia Dortmund, Siviglia, è diventato con 160 reti il re dei marcatori della storia della Lazio, la squadra biancoceleste ha flirtato con la vittoria spesso per poi accontentarsi di un pareggio, a rischio sul finire della partita per le folate offensive dei padroni di casa, ancora alla ricerca della prima vittoria.
La sfida vale molto ed entrambi gli allenatori non usufruiscono di un turnover massiccio con la squadra ospite che, rispetto alla precedente sfida con i francesi, tiene a riposo i soli Reina, Milinkovic-Savic e Marusic, entrati poi a gara in corso con il secondo dopo 26 minuti per l’infortunio occorso a Lazzari; la gara fin da subito è equilibrata e c’è bisogno di un episodio affinché si sblocchi, che arriva alla mezz’ora quando Acerbi si fa scappare Milik in area e per evitare che il polacco vada all’impatto con il pallone, lo trattiene causando un rigore che il numero 9 non sbaglia.
Al tramonto della prima frazione la Lazio trova però il pareggio con Felipe Anderson che sfrutta una deviazione fortuita di Saliba, protagonista in negativo anche nel secondo tempo quando mancando il controllo del pallone nella propria trequarti, favorisce Re Ciro che tutto solo ha il tempo di posizionarsi bene con il corpo per concludere d’interno destro sul secondo palo.
Girandola di cambi da una parte e dall’altra con l’intento da parte di Sarri di controllare il risultato e quello di Sampaoli di attuare un forcing: ha ragione il secondo dato che a 10′ dal termine Payet sfrutta un pasticcio difensivo in area per segnare il goal del pareggio e pochi minuti dopo rischia di ripetersi con un tiro dalla distanza che trova la traversa; fino alla fine è arrembaggio francese ma l’arbitro fischia tre volte e la Lazio può tirare un sospiro di sollievo.
La cronaca
90′ Traversa Marsiglia: dai 25 metri va alla conclusione Payet che tira di collo forte, la palla non viene deviata né da un difensore ospite né da Strakosha con la palla che si stampa sulla traversa e va fuori.
82′ Goal Marsiglia
: attaccano i padroni di casa con Rongier che dal limite dell’area danza sul pallone, si accentra e trova un corridoio per Under che fa il velo per Guendouzi che mette un rasoterra al centro dell’area piccola dove Milik tenta la conclusione, ribattuta, poi sul pallone vagante si avventa Payet che nonostanze la posizione defilata riesce a ribattere in porta il pallone.

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49′ Goal Lazio: fraseggio dei padroni di casa che provano a ripartire per poi tornare indietro con Sangier che dalla linea laterale serve Saliba che manca il controllo del pallone favorendo Immobile, appostato accanto a lui, che conquista il pallone, se lo allunga verso l’area e conclude d’interno destro sul secondo palo per il goal numero 160 in 233 presenze con i biancocelesti: nessuno come lui nella storia del club romano, nemmeno Piola, Signori e Chinaglia.
45+5′ Goal Lazio: calcio d’angolo battuto da Luis Alberto, pallone nei pressi del dischetto per Acerbi che non riesce ad impattare di testa, sul pallone si accende una mischia dove dapprima Pedro prova a coordinarsi, poi va alla conclusione da fuori area Luiz Felipe deviata da Saliba che favorisce Felipe Anderson, tutto solo nell’area piccola, che stoppa e tira senza pensare con il destro battendo l’ex Roma Pau Lopez; minuti di apprensione per gli ospiti perché inizialmente il goal era stato annullato per posizione di fuorigioco, dopo la goal review tutto convalidato, l’assist involontario di Saliba è decisivo.
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33′ Goal Marsiglia
: batte lo stesso numero 9 che indirizza il pallone vicino al palo alla sinistra di Strakosha con l’albanese che indovina l’angolo ma il tiro è troppo forte, imparabile per l’albanese.

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29′ Calcio di rigore Marsiglia: azione sulla sinistra dei francesi con Payet che serve centralmente Kamara che vede tutto solo in fascia Under che controlla e va al cross tagliato sul primo palo dove prova ad arrivare Milik che dopo aver fatto finta di andare sul secondo palo va sul primo bruciando Acerbi che lo trattiene; l’arbitro inizialmente non ravvisa nulla, poi viene richiamato al Var e dopo aver rivisto le immagini decreta il tiro dagli 11 metri.
Le formazioni
Marsiglia (4-4-1-1): Lopez; Rongier, Saliba, Caleta-Car, Peres; Lirola (dall’85’ Gueye), Guendouzi, Kamara (dal 54′ Harit), Under; Payet; Milik.
Lazio (4-3-3): Strakosha; Hysaj, Acerbi, Luiz Felipe, Lazzari (dal 26′ Marusic); Basic (dal 53′ Milinkovic-Savic), Leiva (dal 53′ Cataldi), Luis Alberto (dal 75′ Akpa Akpro); Pedro, Immobile, Anderson (dal 75′ Moro).

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Roma 2-2 Bodo/Glimt (45′ Solbakken (B), 54′ El Shaarawy, 65′ Botheim (B), 84′ Ibanez)
Dopo il 6-1 subìto in Norvegia per la Roma era obbligatorio fare meglio, sia a livello di risultato che di prestazione, e la squadra di Mouriho ci è riuscita a metà: dopo una partita in cui gli ospiti hanno tirato poco ma con molta efficienza, due tocchi di mano non visti in area di rigore norvegese e un palo, il risultato è un pareggio che tiene più che vive che mai le speranze giallorosse di conquistare il primo posto del proprio girone di Conference League.
Il primo tempo si chiude sorprendentemente con il vantaggio degli ospiti: dopo un inizio a tinte norvegesi, dal ventesimo la Roma entra sempre più in partita e riesce ad andare vicina alla rete con Abraham in ripartenza, El Shaarawy murato due volte e Zaniolo, ma all’ultimo minuto va sotto per la prodezza di Ola Solbakken, classe ’98 e figlio d’arte, che di prima da fuori area trova l’incrocio dei pali con il mancino.
Nel secondo tempo i giallorossi non entrano con gli stessi undicesimi perché rimangono negli spogliatoi il desaparecido Mkhitaryan e Darboe per far posto a Carles Perez e soprattutto Villar, uno dei più negativi nella disfatta norvegese e sul punto di andarsene; i cambi sembrano aver dato i frutti sperati dopo pochi minuti con il tocco di mano di Moe in area di rigore non visto dall’arbitro, non aiutato dal Var perché assente in Conference League.
Non si scoraggiano i padroni di casa che cinque minuti dopo trovano il pareggio con la rete di El Shaarawy, bravo a trovare lo spazio in area per liberare il tiro d’interno destro sul secondo palo, che sembra mettere la partita nei binari giusti per la propria squadra, che difatti va vicino al raddoppio con Zaniolo 10 minuti dopo; occasione sprecata, contropiede e Botheim punisce la difesa poco attenta avversaria che non vede l’amico classe 2000 di Haaland inserirsi in area e segnare la rete del nuovo vantaggio dopo averne segnate 3 in casa.
La Roma a questo punto attacca a testa bassa alla ricerca di un goal che avrebbe evitato una sconfitta ingiusta, che non arriva: prima Mancini sfiora il goal con un palo colpito da due passi di testa sugli sviluppi di un goal, poi Ibanez di testa su cross di Mayoral, anche lui redidivo dopo la disfatta due settimane fa, trova la rete dopo che la difesa ospite per due volte aveva allontanato la minaccia senza successo.
La cronaca
84′ Goal Roma: calcio d’angolo ancora una volta battuto da Carles Perez sul primo palo, la palla viene buttata fuori dai difensori ospiti, poi fuori area Villar prova a impattare al volo ma in maniera sbilenca devia il pallone nuovamente verso il centro dell’area, batti e ribiatti in area poi ancora una volta palla fuori: Mayoral controlla e si sposta il pallone sul mancino andando al cross sul secondo palo dove Ibanez impatta battendo Haikin.
Roma-Bodo Glimt 2-2: Ibanez salva Mourinho nel finale
75′ Palo Roma:
calcio d’angolo battuto da Carles Perez sul primo palo dove Shomurodov spizza all’indietro con la palla che arriva sul secondo palo dove è appostato Mancini che va di testa colpendo il palo a due passi.
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65′ Goal Bodo/Glimt:
in ripartenza Pellegrino punta Mancini nella zona sinistra dell’area di rigore, poi palla centrale che Veretout in scivolata riesce solo a toccare, palla a Botheim che allarga sulla destra per Sampsted che va al cross al centro dell’area per lo stesso Botheim in corsa va all’impatto indisturbato spedendo la palla in rete.
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54′ Goal Roma:
verticalizzazione di Mancini dalla propria area per Zaniolo che nel cerchio di centrocampo addomestica il pallone, avanza e serve non sulla corsa ma sui piedi esternamente El Shaarawy: l’italo-egiziano punta il proprio marcatore, fa finta di andare sull’esterno per rientrare sul destro, trova lo spazio giusto e all’interno dell’area trafigge Haikin con l’interno destro con la palla che si stampa sul secondo palo e finisce in rete.
Roma-Bodo Glimt 2-2: El Shaarawy e Ibanez salvano Mourinho
45′ Goal Bodo/Glimt: lancio di Rui Patricio dalla propria area nella zona laterale di destra della metà campo, Veretout viene anticipato da Hagen di testa che serve Pellegrino che la cede nuovamente ad Hagen che dalla trequarti avanza e serve al limite dell’area Solbakken: il numero 9 non ci pensa due volte e con il mancino di prima tira in porta all’interno della mezza luna fuori area, pallone nel sette alla destra dell’estremo difensore di casa.
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Le formazioni
Roma (4-2-3-1): Rui Patricio; Karsdorp, Mancini, Cristante, Ibanez; Darboe (dal 46′ Villar), Veretout; Zaniolo (dal 66′ Shomurodov), Mkhitaryan (dal 46′ Carles Perez), El Shaarawy (dall’89’ Zalewski); Abraham (dall’81’ Mayoral).
Bodo/Glimt (4-3-3): Haikin; Bjorkan, Lode, Moe, Sampsted; Konradsen (dall’88’ Vetlesen), Hagen, Brunstad Fet; Pellegrino (dall’88’ Mugisha), Botheim, Solbakken.

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