Spionaggio al Milan: Fassone fece pedinare quattro giornalisti

L'ex ad era andato a caccia di una talpa e ingaggiò una società di investigazione. La vicenda emersa nella causa tra l'ex dirigente e il fondo Elliot che lo ha licenziato

Marco Fassone

Marco Fassone

Redazione 23 dicembre 2018

Sembra incredibile, ma pare sia vero: c’è stato un caso di spionaggio al Milan come riportano Repubblica e il Sole 24 Ore.


L'ex ad Marco Fassone, infatti, sarebbe andato a caccia di una talpa e avrebbe fatto pedinare quattro giornalisti: Enrico Currò e Luca Pagni di Repubblica, Carlo Festa del Sole 24 Ore e Tobia De Stefano di Libero. I fatti risalgono all'inverno scorso, precisamente dal 19 febbraio al 2 marzo scorso. Questo è quello che emergerebbe dal dossier del Milan presentato al Tribunale di Milano nella causa che vede come controparte proprio Fassone.


L'ex ammistratore delegato avrebbe dato mandato alla Carpinvest srl, un'agenzia investigativa, di effettuare attività di protezione del brand, bonifica ambientale presso Casa Milan, pedinare quattro giornalisti e anche attività di controllo verso i dipendenti su smartphone e tablet.


Quattro le utenze telefoniche aziendali che sarebbero state controllate, con tanto di richiesta alla Telecom. Numeri in possesso ai dirigenti Agata Frigerio, Giuseppe Mangiarano, Giovanna Zian e Angela Zucca.


Il tutto per una spesa di circa 74mila euro che ora Elliott contesta: "Non risultano pertinenti allo specifico business aziendale nonché svincolate da qualsivoglia esigenza di tutela del patrimonio aziendale”.