Niente da fare per Schwazer: anche il Tribunale svizzero dice no alla sospensione della squalifica

Respinta la richiesta relativa allo stop di 8 anni per doping inflitto durante i Giochi di Rio nel 2016: l'altoatesino salterà Tokyo 2021. L'avvocato non molla: "Non ci fermeremo"

Alex Schwazer

Alex Schwazer

Globalsport 14 maggio 2021

Ormai è praticamente ufficiale: Alex Schwazer non potrà partecipare ai prossimi Giochi Olimpici di Tokyo.

Le ormai flebili speranze si sono chiuse definitivamente dopo che il Tribunale federale svizzero non ha concesso infatti la sospensione della squalifica di 8 anni inflitta al marciatore azzurro nel 2016 durante le Olimpiadi di Rio.

I giudici hanno preso in considerazione anche i pareri (contrari) di Wada, tas e World Athletics.

"Non abbiamo ricevuto nulla, le solite fughe di notizie. Ma non ci fermeremo, ci sono Tribunali penali, civili e la Corte europea dei diritti dell'uomo"". Così l'avvocato, Gerhard Brandstaetter.

Schwazer si era rivolto alla giustizia della Confederazione dopo l'ordinanza del Gip di Bolzano che lo aveva prosciolto dalle accuse di doping.

Il giudice presidente Christina Kiss nelle sue considerazioni ha spiegato che "una domanda di revisione al Tribunale federale non ha effetto sospensivo ma il giudice dell'istruzione può, d'ufficio, o ad istanza di parte, accordarlo nonché ordinare altre misure cautelari". 

Sul documento  si legge che "il 26 aprile 2021 scorso la Fidal (federazione italiana di atletica leggera) ha comunicato al Tribunale federale svizzero di non opporsi alla concessione dell'effetto sospensivo e all'emanazione di misure cautelari, mentre con osservazioni 27 aprile 2021 la Wada, la Iaaf (ora World Athletics) e il Tas propongono di respingere la domanda di misure d'urgenza". 

Il Tribunale stabilisce quindi che "l'istanza di conferimento dell'effetto sospensivo e di adozione di altre misure cautelari nella domanda di revisione è respinta". 

"È stato un gioco infernale organizzato, il fatto stesso che il Tribunale federale svizzero non avevano rispettato la data del 6 maggio è stato un disprezzo estremo. Questa è una storia da incubo". Lo dice l'allenatore di Schwazer, Sandro Donati, paladino nella lotta al doping.

"La comunicazione è arrivata per vie traverse, peggio di così non si poteva immaginare - aggiunge Donati -. Questo è un imbroglio con complicità altissime ma nessuno di noi contro la forza straripante può fare qualcosa: contro le forze la ragione non vale. Wada e Iaaf (oggi World Athletics) hanno fatto ogni passo all'unisono. Che razza di agenzia mondiale antidoping è se rinuncia alla terzietà schierandosi assieme a World Athletics?".