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Il Parma mantiene la Serie A ma partirà da -5

La società romagnola si salva dalla retrocessione tuttavia, dovrà scontare cinque punti di penalizzazione per tentativo di illecito da parte di un tesserato

Il Parma mantiene la Serie A ma partirà da -5

Redazione

23 Luglio 2018 - 18.46


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Il Parma torna ufficialmente in Serie A, tuttavia partirà con una penalizzazione di cinque punti. Il Tribunale federale nazionale della Figc ha accolto il deferimento del Procuratore Pecoraro, anche se l’iniziale richiesta erano sei punti di penalizzazione.
Il Tribunale presieduto dall’avvocato Mario Antonio Scino, per altro, ha ritenuto congruo che la penalizzazione si sconti nella stagione 2018/2019. Dal dispositivo emesso in mattinata dal Tribunale, regge l’impalcatura dell’accusa: “Tentato illecito” di un tesserato dei gialloblu. Si tratta di Emanuele Calaiò, sanzionato in primo grado con due anni di squalifica e 20mila euro di ammenda per i messaggini inviati a Filippo De Col dello Spezia poco prima del match decisivo per la promozione degli emiliani in A.
Per il club gialloblu scatta in automatico la responsabilità oggettiva, ma dalle motivazioni che si leggono nel dispositivo si evince come i giudici ritengano un’attenuante il fatto che la dirigenza parmense non poteva essere a conoscenza degli sprovveduti movimenti di Calaiò. I giudici lo spiegano specificatamente nel passaggio in cui si sottolinea che il Parma “ha conseguito sul campo la posizione finale in classifica che le ha consentito la promozione diretta in Serie A”, per questo il “tribunale ritiene che la penalizzazione riferita alla classifica del campionato di Serie B appena conclusosi, oltre che estremamente afflittiva” sarebbe anche “in aperto contrasto con lo stesso principio di afflittività previsto dall’art. 18, comma 1, lett. g) del CGS”.
Si è trattato di “un tentativo di illecito decisamente respinto dai destinatari dei messaggi e la cui conoscenza da parte della Società Parma Calcio non è stata in alcun modo nemmeno ipotizzata”, prosegue il dispositivo. Dal canto suo, il Parma ha accolto la sentenza “con enorme amarezza”, definita “iniqua e illogica”, oltre che “abnorme” la condanna a 2 anni per Calaiò. Annunciando al contempo ricorso in tempi brevissimi. La palla passa dunque alla Corte d’appello federale, con un processo che probabilmente andrà in scena ai primi di agosto. Ben oltre la data del prossimo 26 luglio in cui andrà in scena il nuovo calendario della massima serie. In quella sede comparirà almeno un’altra ‘X’, quella del Chievo, la cui sentenza di primo grado sulle presunte “plusvalenze fittizie” è attesa tra domani e (più probabilmente) mercoledì.

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