La Roma salva la faccia e vince 3-2 al ritorno contro lo United. Red Devils in finale

La squadra di Fonseca salva almeno l'onore all'Olimpico: tantissime occasioni sprecate dalla Roma nella ripresa che potevano impensierire i Red Devils. All'andata era finita 6-2

Roma-Manchester United

Roma-Manchester United

Globalsport 6 maggio 2021
Non è riuscita, come da programma, la rimonta che sarebbe stata storica per la Roma sullo United dopo il 6-2 subito all'andata.
La squadra di Fonseca ha giocato quantomeno con orgoglio, potendo recriminare veramente la prova dell'andata e alcune occasioi fallite questa sera sul 2-1 che avrebbero potuto far rinsavire i giallorossi per la mezz'ora finale.
Sulla loro strada però un monumentale De Gea.
La Roma si toglie la soddisfazione di battere gli inglesi, dopo essere passata in svantaggio nel primo tempo con un gol di Cavani.
Nella ripresa, la Roma si ritrova in vantaggio in due minuti grazie a Dzeko e Cristante, e qui ha le più grandi occasioni per trovare il tris, ma De Gea è di nuovo miracoloso (anche se a quel punto sarebbero serviti sue gol per passare il turno).
La rete di Cavani spegne ogni speranza, ma a regalare la vittoria ai giallorossi è il 2002 Zalewski.
Salvato l'onore appunto, ma non abbastanza per ribaltare la contesa.
In finale va il Manchester Unied, che il 28 maggio a Danzica sfiderà il Villarreal.

Al 68' il Manchester pareggia, ancora con Cavani: imbeccato da Bruno Fernandes, l'uruguaiano scatta sul filo del fuorigioco e segna.

Al 59' la Roma è in vantaggio: Fred perde palla al limite e Cristante insacca di destro con un tiro di prima intenzione. Adesso la Roma è viva: un minuto più tardi De Gea è mostruoso in due occasioni su Dzeko e Pedro, con i giallorossi che avrebbero quasi riaperto la contesa.


La Roma pareggia con Dzeko al 57': Pedro trovato in area di rigore ma sbaglia il tiro, il bosniaco di testa corregge la traiettoria e insacca.


Al termine dei primi 45 minuti, terminati 0-1, la Roma è andata più volte vicina al vantaggio, così come per due volte Cavani dall'altra parte si è reso pericoloso: alla terza occasione è arrivato il vantaggio per gli inglesi.
Questi i 22 scesi in campo:
Roma (4-2-3-1): Mirante; Karsdorp, Smalling, Ibanez, Bruno Peres: Cristante, Mancini; Pedro, Pellegrini, Mkhitaryan; Dzeko. All. Fonseca.
Manchester United (4-3-2-1):  De Gea; Wan-Bissaka, Bailly, Maguire, Shaw; Van de Beek, Fred, Pogba; Greenwood, Bruno Fernandes; Cavani. All. Solskjaer.

Dopo 5 minuti, Mkhitaryan colpisce di testa e sfiora l'1-0, mentre due minuti più tardi è Pellegrini a rendersi pericoloso. 
Al 19' un brutto lavoro della Roma libera Cavani che in pallonetto colpisce la traversa, mentre al 26' trova un reattivo di Mirante.
Nella Roma sono pericolosi sempre i due calciatori di cui sopra, prima con un colpo di testa e poi con una conclusione che trova pronto De Gea.
L'armeno ancora una volta neutralizzato al 42', ma nel frattempo lo United era passato in vantaggio con Cavani: liberato in contropiede batte l'estremo difensore romanista con il destra, portando il risultato complessivo tra andata e ritorno sul 7-2.

Questa sera, all’Olimpico, il motto “nothing is impossible” risuonerà nella mente della Roma che, nonostante una rimonta alquanto improbabile, farà comunque del suo meglio per onorare la sfida contro il Manchester United.
All’andata gli inglesi, favoriti per la vittoria finale, hanno travolto 6-2 i giallorossi che, per qualificarsi, dovrebbero vincere con un secco 4-0.
Malgrado le numerose assenze Fonseca schiererà la formazione migliore: Mirante in porta; Smalling, Mancini e Ibanez in difesa; sulle fasce Karsdorp e Peres e in mezzo Cristante e Pellegrini; in attacco Mkhitaryan, Mayoral e Dzeko.
I giallorossi, quindi, si affidano ai propri leader, in particolare al neopapà Lorenzo Pellegrini, sul quale negli ultimi giorni sono piovute critiche molto pesanti che allo stesso giocatore non hanno fatto per nulla piacere.
La sagoma di José Mourinho, annunciato come l’allenatore della prossima stagione, aleggia su Roma, mentre a Fonseca spetta l’arduo compito di non concludere questo cammino europeo con l’ennesima umiliazione.