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Pelé ieri a "Che tempo che fa" ricorda Maradona: "Scherzavamo sempre su chi fosse il migliore”

Il campione assoluto del calcio brasiliano e mondiale, ieri sera ospite nel programma su Rai 3, ha parlato della sua vita e della sua carriera, tra goal e ricordi

Pelé ieri a "Che tempo che fa" ricorda Maradona: "Scherzavamo sempre su chi fosse il migliore”

Globalsport

12 Aprile 2021 - 18.39


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Pelé, ospite ieri sera alla trasmissione “Che tempo che fa” di Fabio Fazio, ha parlato in collegamento dal Brasile, direttamente da Santos, città che lo ha visto crescere e realizzarsi calcisticamente, parlando di come sta, del suo passato e della sua vita ma soprattutto del suo rapporto con Diego Armando Maradona.

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Edson Arantes do Nascimento, al secolo Pelé, è ricomparso in tv ieri sera nel programma condotto da Fabio Fazio dopo un periodo tribolato, fatto di alcuni problemi fisici e ricoveri che avevano preoccupato tutti i suoi fan sparsi per il mondo.

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Ieri sera O Rei, come lo chiamano ancora oggi in Brasile, è apparso in forma, lucido, e insieme al conduttore italiano ha ripercorso la sua storia, fatta di moltissimi goal, tantissimi trofei, ma sopratutto grandi amicizie, tra cui quella con il compianto campione argentino, a cui ha dedicato un pensiero.

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Maradona– “Scherzavamo sempre, magari lui mi riferiva che le persone gli dicessero sempre di come lui fosse più forte di me, gli rispondevo sempre che magari lo era stato davvero, ma a differenza sua io ero capace di segnare di destro, di sinistro e di testa, lui no.
Scherzavamo sopratutto su chi fosse il migliore, alla fine però per Dio siamo tutti uguali”.

Percorre poi la sua carriera il campionissimo brasiliano, raccontando soprattutto del suo rapporto tanto sentito quanto fruttuoso con la nazionale brasiliana, con cui ha vinto 3 Mondiali: Svezia 1958, da quasi diciottenne, Cile ’62 e Messico ’70, protagonista della competizione come la prima volta dodici anni prima.

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La maglia verdeoro– Nel mezzo un sacco di goal e una certezza, la maglia con il numero 10 ha un prima e un dopo O Rei: “Il numero 10 è probabilmente diventato un simbolo con me, è diventato molto importante dopo i Mondiali vinti dal mio Brasile, tanto che scherzando dico che pure a scuola il voto 10 ha assunto tutt’altra rilevanza.

Ho una buona memoria ma è impossibile ricordarsi tutti i goal che ho fatto (1281 in poco più di 1300 partite per la Fifa, 757 in 816 incontri ufficiali), ma alcuni me li ricorderò per sempre e sono quelli con il Brasile: impossibile dimenticare i goal e i momenti vissuti con quella maglia”.

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Dondinho– L’ex calciatore classe 1917 Joao Ramos do Nascimento, noto come Dondinho, oltre ad essere stato un buon attaccante delle serie minori brasiliane, è diventato successivamente famoso per essere il padre di Pelé.

Lui era un attaccante capace di segnare molti goal di testa (il suo record di 5 goal di testa segnati nella stessa partita è ancora oggi imbattuto, ndr.) e l’unica cosa che chiedevo a Dio era di giocare bene come mio padre, volevo solo essere uguale a lui, fin da piccolo.

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Uno dei consigli più importanti che mi ha dato è stato quello di essere inanzitutto una brava persona, ripetendomi spesso che non avrei dovuto pensare di essere migliore degli altri ma concentrarmi a fare del mio meglio”.

Sapersi difendere– Anche un attaccante capace di segnare in qualsiasi modo in qualsiasi tipo di situazione, ha dovuto giocare in difesa per combattere il coronavirus, vaccinandosi recentemente: “Mi sono vaccinato e grazie a Dio sto bene e posso mandare a tutti questo importante messaggio di vaccinazione, non sappiamo il perché di questa situazione ma dobbiamo credere in Dio e sperare che tutto vada bene.”

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