Pietro Nicolodi: "Bayern ancora favorito per il titolo. Il Werder rischia tantissimo"

Dalla lotta per il campionato a quella salvezza, passando per la situazione della nazionale teutonica. Per Globalsport il punto sul calcio tedesco assieme al telecronista sportivo di Sky.

Pietro Nicolodi

Pietro Nicolodi

Globalsport 11 febbraio 2020

Di Emilio Scibona

La Bundesliga si sta avviando verso la sua fase clou in tutte le zone di classifica. Ne abbiamo parlato assieme a Pietro Nicolodi, voce del campionato tedesco su Sky, nella prima parte di una lunga intervista.

Partiamo dalla vetta. Lo scontro diretto tra Bayern e Lipsia, al di là dell’aver visto la noia trionfare, ha mantenuto l’incertezza al vertice che sta rendendo appassionante questa Bundes. Che impressione ti danno in questo momento le due squadre?


Ti avrei detto che ero sicuro che il Bayern vincesse il titolo fino a domenica pomeriggio. Mi sembrava che fosse tornato tutto uguale. Il pareggio mi ha alla fine sorpreso e mi ha sorpreso il fatto che i bavaresi non siano riusciti a importi e che alla fine il Lipsia ha avuto le occasioni migliori. Incredibilmente rimane tutto aperto, tenderei a vedere favorito il Bayern, ma può succedere veramente di tutto.


Non va dimenticato però che nemmeno troppo distaccate ci sono il Dortmund e soprattutto il Moenchengladbach, che ha una partita in meno. Pensi che anche loro possano rientrare a pieno titolo nella lotta al Meisterschale oppure sono destinate a calare?


Il Dortmund ha un potenziale e un numero di giocatori che potrebbero farne un candidato credibile però se continuano a difendere in questa maniera non credo sia possibile arrivare fino in fondo: non si possono buttare partite su partite, si pensi al pareggio contro il Paderborn, in cui sono andati sotto 3-0. Bisognerebbe sfruttare meglio le proprie qualità. Il Gladbach è una squadra giovane e divertente che potenzialmente avrebbe un futuro e sicuramente bella da vedere. Manca però qualcosa per poterla inquadrare come protagonista fino alla fine e immaginare che riesca a inanellare le vittorie necessarie. Se poi le altre dovessero continuare a perdere colpi potrebbe succedere di tutto


In zona Europea il perimetro di lotta sembra essere più definito con Leverkusen e Schalke che possono coltivare qualche speranza anche in ottica Champions e Hoffenheim e Friburgo in scia. Cosa ti aspetti possa uscire da questa lotta?


Secondo me dipende anche dal percorso europeo dell’Eintracht, perché pur non essendo vicinissima in classifica può tranquillamente inserirsi nella questione, ed è nettamente più forte di Hoffenheim e Friburgo, quindi può dire la sua. Ovviamente in attesa di capire gli sviluppi della Coppa di Germania, per quanto sia difficile aspettarsi una sorpresa. Per il resto credo che Leverkusen e Schalke siano oggettivamente un passo avanti.


Per quanto riguarda la lotta salvezza ci sono sei squadre in sette punti e dal Colonia in giù nessuno può considerarsi al sicuro. Visti i numerosi “giant-suicide” di questi ultimi anni dobbiamo aspettarci qualcosa di clamoroso anche quest’anno?


“La situazione del Werder è seriamente preoccupante. Vero che nel girone d’andata è stato battuto il record mondiale di infortuni e le attenuanti ci sono e come. Il problema sembra proprio mentale perché sono capaci tanto di fare grandi partite quanto di disintegrarsi con una facilità estrema. Non sono per nulla più scarsi delle squadre che gli stanno davanti ma sembrano in un momento psicologico veramente difficile e quando sei in queste condizioni tutto diventa complicato. Poi al di là del Paderborn vedo pericolante Fortuna Dusseldorf, benché abbia un discreto impianto tecnico e anche una rosa, sembra essere carente in troppi aspetti e quando vince lo fa più per demeriti altrui”.


La chiosa calcistica la dedichiamo invece alla Mannschaft, che dal post Russia ha intrapreso un processo di rinnovamento molto profondo alla stregua di quello che già Loew aveva avviato nel 2008. Quali prospettive ha la nazionale tedesca in vista degli Europei?


“Da un lato c’è una qualità pazzesca, soprattutto quando gestiscono la palla, da vedere sono bellissimi e giocano benissimo. Dall’altro c’è Il problema che in difesa sono tutto fuorché solidi, e non si vedono i fuoriclasse soprattutto nella zona centrale dove pure tradizionalmente sono sempre stati fortissimi. Resta difficile inquadrarla in modo netto. Va detto che in una manifestazione internazionale che dura un mese può succedere di tutto: se dovessero uscire bene da quel girone infernale non sarebbe auspicabile trovarseli di fronte”.