Playoff Nba: Utah, Philadelphia e Atlanta conquistano la semifinale

I Jazz si impongono contro Memphis e passano il turno nella Western Conference, dove Dallas ha la meglio contro i Clippers. Ad Est i Sixers eliminano i Wizards e si giocheranno un posto in finale con gli Hawks di Gallinari, vincitori a New York.

Attimi di NBA

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Globalsport 3 giugno 2021
E’ pressoché completo il quadro delle semifinali playoff nel campionato Nba. Nelle partite andate in scena nella notte italiana hanno infatti passato il turno Utah a spese di Memphis (4-1) nella Western Conference (dove Dallas ha vinto sul campo dei Los Angeles Clippers portandosi in vantaggio 3-2 nella serie), imitato a Est da Philadelphia, che ha eliminato Washington (4-1) e affronterà Atlanta, a sua volta in grado di chiudere il discorso in gara-5 contro New York (4-1).
Dopo la sconfitta inaugurale contro i Grizzlies, i Jazz hanno cambiato passo soprattutto grazie al rientro dall'infortunio del leader offensivo Donovan Mitchell, determinante anche nel quinto atto del testa a testa, terminato 126-110: 30 punti, con 11/16 al tiro, 10 assist e 6 rimbalzi. Dal canto suo, invece, il francese Rudy Gobert, dominatore nell'area, ha messo a referto 23 punti (10/13) e 15 rimbalzi, oltre a 3 stoppate.
Grazie a questo tandem stellare Utah è stata la migliore squadra della stagione regolare ed è ora in attesa di conoscere la sua prossima avversaria, che uscirà dalla sfida fra Dallas e Clippers, con i texani tornati avanti (3-2) grazie all'affermazione per 105-100 sul parquet californiano.
Come era avvenuto nei primi due match, i Mavs hanno dominato allo Staples Center, presi per mano dal solito Luka Doncic, ancora eccezionale con 42 punti realizzati (14 assist e 8 rimbalzi). Dallas ha dettato legge nel  1° e 3° quarto, facendosi però raggiungere dal team di Los Angeles negli altri due periodi. Alla fine il money-time ha sorriso ai texani grazie in particolare a due realizzazioni da dietro l'arco di Tim Hardaway Jr (20 punti) e Kristaps Porzingis (8) fino ad allora invisibili in attacco. Sulla sponda Clippers (per Paul George 23 punti, 10 rimbalzi e 6 assist) Kawhi Leonard (20 punti, 7/19) nel finale di gara ha tentato la tripla che poteva pareggiare il match e forzare l'overtime, ma il suo tentativo in uscita dal time-out è apparso a molti affrettato, fuori equilibrio e non di certo quello disegnato dal proprio allenatore. La squadra di Los Angeles è ora con le spalle al muro, infatti venerdì è obbligata ad una vittoria a Dallas per restare in corsa, pena l'ennesimo fallimento proporzionato alle ambizioni della franchigia californiana.
Nella Conference orientale, invece, i Sixers hanno sconfitto 129-112 i Wizards affidandosi al tiratore Seth Curry (30 punti, 10/17 al tiro) e a Tobias Harris (28 punti, 9 rimbalzi). Dietro di loro, quattro giocatori, tra cui Ben Simmons in modalità 'tripla doppia' (19 punti, 11 assist e 10 rimbalzi), hanno segnato tra i 10 e i 19 punti. Non sono bastati Bradley Beal (32 punti, 7 rimbalzi) e Russell Westbrook (24 punti, 10 assist, 8 rimbalzi) a Washington, la cui stagione termina senza sorprese in questa fase, raggiunta grazie ad una spettacolare ascesa in classifica e al successo nel testa a testa qualificazione vinto contro Indiana.
A contendere a Philadelphia l'accesso in finale di Conference saranno gli Hawks, ancora una volta superiori ai New York Knicks (103-89) nonostante l'atmosfera super carica del Madison Square Garden. Trae Young ha contribuito a raffreddarla, offrendo un'altra prestazione decisiva (36 punti e 9 assist): in tre partite nella leggendaria sala della Grande Mela ha superato sempre quota 30, impresa riuscita nei playoff solo a un certo Michael Jordan. Per Atlanta, che conquista la prima semifinale di Conference degli ultimi 5 anni, anche la 'doppia doppia' da 14 punti e 15 rimbalzi di Clint Capela (6/7 al tiro) e i 15 punti di un chirurgico De'Andre Hunter che colpisce nei momenti cruciali della sfida. Serata incolore invece per Danilo Gallinari, incapace di trovare ritmo e canestri: alla sirena finale il suo misero bottino è soltanto di un punto, due rimbalzi, una palla recuperata nei 18 minuti che coach McMillan gli concede. I Knicks padroni di casa sono mancati di incisività in attacco (37,8%), nonostante gli sforzi di Julius Randle (23 punti e 13 rimbalzi), sotto gli occhi di un deluso Spike Lee, andato via prima della fine del match, a differenza del resto del pubblico che ha comunque tributato una "standing ovation" alla propria squadra per aver raggiunto la post season.