Nba, Chris Paul: "Se ci danno solo 15 giorni di tempo noi giocatori non andiamo in campo"

Chris Paul, a nome di tutti i giocatori Nba, ha detto di non voler forzare il rientro con una preparazione fisica troppo breve

Chris Paul (foto di ClutchPoints)

Chris Paul (foto di ClutchPoints)

Globalsport 23 aprile 2020
Si avvicina il mese di Maggio, mese in cui, anche la Nba dovrà decidere se concludere la stagione oppure no. Nel frattempo, sono state pensate diverse soluzioni per permettere ai giocatori di tornare in forma per una ipotetica ripresa. In tutti i casi i cestisti saranno chiamati ad uno sforzo importante: tornare al 100% nel giro di poche settimane.
Sull'argomento Chris Paul, star dell'Nba e presidente dell'associazione giocatori, si è espresso in modo chiaro: Questo non può succedere". Il campione precisa pure: "Non credo che la Nba ci stia pensando. Ma se ci dicono 'ehi avete due settimane e poi cominciamo', la nostra risposta è no".

Secondo il playmaker dei Thunder "qualunque sia il tempo necessario per rimetterci in forma, saremo noi a dare un input alla lega, perché siamo noi quelli che giochiamo. Non possiamo mettere a rischio di infortuni i giocatori, con pochi allenamenti il rischio sarebbe ancora più alto di prima".
"Siamo veramente in una situazione in cui nessuno sa cosa succederà. L'unica cosa certa è la voglia di giocare, questo è sicuro. Ma stiamo cercando di capire come farlo succedere. Ci sono tanti passaggi da affrontare perché accada. È bello che tutti stiano cercando di dare la loro idea e che tutti vogliano tornare a giocare, ma la sicurezza di giocatori, famiglie, tifosi e tutti viene al primo posto"