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Olimpiadi di Tokyo: si alza il sipario sulla querelle vaccini

Il presidente del Coni Giovanni Malagò ha espresso le sue opinioni in merito all'argomento durante un'intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica

Olimpiadi di Tokyo: si alza il sipario sulla querelle vaccini

Globalsport

30 Gennaio 2021 - 22.45


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Nonostante le varie preoccupazioni, Thomas Bach ha garantito che le Olimpiadi di Tokyo, già slittate di un anno, si disputeranno comunque.
Il presidente è impegnato in un’opera di persuasione nei confronti dei Noc, i comitati olimpici nazionali, affinché chiedano ai loro governi di vaccinare gli atleti che si esibiranno nella manifestazione, poiché questa si configura come la soluzione migliore per contenere i probabili rischi.
Tra l’altro, i giapponesi hanno anche previsto un piano di sicurezza estremamente minuzioso fra tamponi e spostamenti ridotti al minimo.
Queste le parole che il presidente del Coni Giovanni Malagò ha rilasciato in un’intervista a La Repubblica: “Gli atleti olimpici dovrebbero essere vaccinati prima degli altri? Non lo chiederemo mai e non lo vogliamo. Una persona anziana ha il sacrosanto diritto di essere vaccinata prima di un atleta di vent`anni. Ma forse una persona anziana può stare qualche giorno in più a casa senza uscire. L`atleta è obbligato a muoversi: non va a fare assembramenti, passa da aeroporti, spogliatoi, competizioni, contatti, per difendere la bandiera dell`Italia. La valutazione non deve farla lo sport ma la politica. Ci sono molti Paesi in cui già sappiamo che i nazionali sono in fase di vaccinazione”.
Sulle nuove relazioni con Sport e Salute, dopo l’ok del Cdm al decreto legge sull’autonomia del Coni, Malagò continua dicendo: “Giovedì sera ho incontrato il presidente Cozzoli e si sono costruite le premesse per dialogare. Finalmente è diventato chiaro che il Coni e Sport e Salute sono due cose diverse, uno è un ente pubblico autonomo e indipendente, l’altra una società per azioni partecipata dallo Stato. Ritengo non solo giusto ma doveroso collaborare, ma senza assoggettamento. E non è vero che il Coni dovrà occuparsi solo della preparazione olimpica lasciando a Sport e Salute l`attività di base. Ad esempio, restiamo operativi sul territorio: i finanziamenti regionali, per legge, vanno al Coni. La realtà è che oggi abbiamo di nuovo le chiavi di casa: e dentro casa, nessuno può dirci cosa fare. Altrimenti siamo punto e a capo sul tema dell`autonomia”.
Su alcune inchieste giornalistiche che rivelerebbero sprechi e raddoppi di alcune sedi di gare nei Giochi di Milano-Cortina, il presidente ribatte: “Non è mai esistito nella storia delle Olimpiadi e fatico a immaginare che esisterà in futuro un dossier come il nostro. «Il 90% degli impianti è già esistente. Fare un piano più scarno di così, ripeto, è impossibile. La fondazione è privata, non ha un euro di contributo pubblico, non so che altro si deve fare”.
Infine, su un possibile rinvio delle Olimpiadi, Malagò esclude tutto ciò: “Al cento per cento. Bach è categorico e anche il governo giapponese. Non ci sono le condizioni tecniche per un rinvio: a febbraio 2022 ci sono le Olimpiadi invernali di Pechino. L`Olimpiade è il migliore spot per togliere i ragazzi dai computer e dai videogiochi e convincerli a tornare ad allenarsi”.
Bach, nei giorni scorsi, ha dichiarato questo per rassicurare l’ambiente: “la situazione di marzo 2021 non sarà paragonabile a quella di marzo 2020 perché c’è stato un grande progresso scientifico, medico, vaccinale e nei test che lo scorso anno non era disponibile anche perché nessuno sapeva come affrontare veramente la pandemia”.
Quest’ultima constatazione lascia presagire un possibile, lento e graduale ritorno alla normalità, una normalità che si possa respirare ovunque e che profumi di vittoria contro un nemico rinomatamente invisibile.
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