Ronaldinho a fianco di Bolsonaro il razzista: il Barça gli toglie lo status di ambasciatore

Il club catalano è da sempre schierato in favore dei più deboli, ha sostenuto l'Unicef e considera inaccettabili le posizioni dell'estremista di destra candidato alle presidenziali brasiliane

Ronaldinho

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Globalsport 16 ottobre 2018

Lui, Jair Bolsonaro, ha improntato la sua campagna elettorale e la sua trentennale carriera politica sull'omofobia, la misoginia e il razzismo. Ossia su disvalori che sono considerati inaccetabili dal Barcellona che è uno dei più grandi club di calcio internazionali e che non ha mai nascosto di appoggiare l’antirazzismo e l’integrazione. Tant’è che ha utilizzato le proprie maglie per sponsorizzare l’Unicef, ossia l’agenzia dell’Onu che aiuta i bambini poveri. 


In questi anni, Ronaldinho Gaucho è stato uno degli ambasciatori del Barcellona chiamato a rappresentare il club in tutto il mondo. 


Peccato che Ronaldinho si sia espresso a favore di Bolsonaro facendo un’esplicita dichiarazione di voto per l’estremista di destra. Fatto che ha estremamente imbarazzato il club catalano che considera la scelta di Ronaldinho incompatibile con i propri valori. 


Proprio per questo i dirigenti del club hanno di fatto tolto all’ex asso brasiliano lo status di ambasciatore, riducendo la sua presenza negli eventi istituzionali sponsorizzati dalla squadra o in partite amichevoli per beneficienza in cui gli ex del Barça scendevano in campo.


In pratica la scelta dei blu-grana è quella di dare un chiaro segnale sul fatto che il club è del tutto contrario a qualsiasi politica totalitaria e a chiunque mini la difesa dei diritti umani. Ronaldinho ha scelto chi pratica omofobia, misoginia e razzismo e il Barça, come conseguenza più che naturale, non manderà più il brasiliano a rappresentarlo per il mondo.