Il ministro Spadafora tuona: allenamenti vietati almeno fino a Pasqua

Il ministro dello sport ha chiesto un sacrificio al mondo dello sport di fronte all'emergenza Coronavirus in attesa di buone nuove sul ritorno alla normalità

Vincenzo Spadafora

Vincenzo Spadafora

Globalsport 2 aprile 2020

In attesa della fase discendente dell'instabile curva dell'epidemia, Vincenzo Spadafora, ministro dello sport, si è espresso su Facebook sull'importanza di saper attendere di tornare alla normalità, anche nello sport: "Abbiamo di fronte a noi dieci giorni importanti e complicati in cui possiamo vedere la differenza e cominciare da dopo Pasqua ad avere segnali ancora più netti.Ecco perché nei prossimi dieci giorni saranno ancora vietate le competizioni sportive di ogni ordine e grado ma dobbiamo chiedere un ulteriore sacrificio ai nostri atleti e abbiamo anche vietato ogni allenamento in ogni tipo di struttura".


Opinioni divergenti si dibattono, tra chi è favorevole alla ripresa delle attività sportive nell'immediatezza e chi ripudia soltanto il pensiero di ricominciare a parlare di calcio di fronte a un così elevato numero di decessi.


Il ministro chiede unità e responsabilità: "è un sacrificio che serve a tutelare loro stessi e tutti quanti noi, è ancora troppo alto il numero giornaliero dei morti e di fronte a questi dati non c'è sacrificio che non si possa fare per invertire la rotta. Dopo ci sarà tempo per riprendere gli allenamenti e consentire ai nostri atleti di competere al meglio. Questo sacrificio vale la pena di farlo".


Un appello che richiama a ristabilire certe priorità nella vita quotidiana dei cittadini italiani.