Irving non si vaccina e non potrà giocare le partite casalinghe, i Nets riflettono

A pochi giorni dall'inizio della regular season, al centro delle notizie della Nba si trova Kyrie Irving ancora non vaccinato e non intento a farlo: "Sono protetto da Dio".

Kyrie Irving insieme al proprio coach Steve Nash

Kyrie Irving insieme al proprio coach Steve Nash

Globalsport 11 ottobre 2021
La Nba ripartirà nella notte di mercoledì 20 ottobre e i Brooklyn Nets sono alle prese con il negazionismo del proprio giocatore Kyrie Irving, non vaccinato e per niente propenso a farlo.
La massima associazione di basket statunitense non ha imposto alcun obbligo per quanto riuarda i vaccini, ma ogni città americana ha le proprie regole.
A New York infatti è previsto una sorta di green pass per accedere a luoghi pubblici e per questo motivo Irving non potrà giocare le gare casalinghe oltre (per adesso) a quelle che si disputeranno a San Francisco e Toronto.
L'allenatore dei Nets si è rivelato rassegnato vista la totale convinzione del giocatore sulle proprie scelte: "Di sicuro dovremo fare a meno di lui quest'anno: poi bisognerà capire quando, dove e per quanto tempo. Siamo solo all'inizio di questa situazione che dobbiamo affrontare giorno per giorno, guardando anche al quadro generale. Ora come ora dobbiamo partire dal presupposto che non sarà a disposizione per le partite in casa, ma tutto può cambiare", facendo riferimento a dei possibili cambiamente legislativi nello stato di New York.
Per il momento Irving si è potuto allenare con i compagni solo nel training camp svoltosi a San Diego, mentre è tornato "a casa" solo per un allenamento all'aperto organizzato per i tifosi, il "Brooklyn Bridge Park", dove è stato costretto a giocare con la mascherina.
Il giocatore di origini australiane è potuto tornare sulla East Coast dopo aver avuto il via libera dalle autorità sanitarie della Grande Mela che hanno sottolineato come il campo d'allenamento sia, a tutti gli effetti, "un ufficio privato" e non un luogo aperto al pubblico.
Oltre a dover saltare più della metà delle gare della stagione, l'ex Cavs andrà incontro anche ad una non banale perdita economica: infatti, Irving perderà 1/92esimo del suo stipendio per ogni gara saltata (circa 380.000 dollari), di conseguenza, contando almeno 43 partite, perderebbe oltre 17 milioni di dollari in totale. 
Il proprietario di Brooklyn, Joe Tsai, ha dichiarato: "Kyrie ne parla come una specie di scelta personale, che rispetto. Ma tutti noi dobbiamo ricordarci qual è il nostro obiettivo quest'anno, che è molto molto chiaro, è vincere il titolo. E per riuscirci una squadra ha bisogno che tutti remino nella stessa direzione. Perciò spero di vedere Kyrie in campo e vincere un titolo insieme con tutti i suoi compagni di squadra".
Qualcuno ha pensato ad una possibile mossa di mercato con Ben Simmons in cima alla lista dei candidati per sostituire Irving.
Queste idee sono però sono state subito spente dalle parole di Marc Stein del New York Times, secondo il quale Kyrie sarebbe addirittura deciso a ritirarsi a soli 29 anni in caso di cessione da parte dei Nets.