Bernal in difficoltà ma ancora in rosa: a Canazei recupera Yates. La vittoria va a Martin

Il leader di classifica in difficoltà nell'ascesa finale limita i danni grazie al compagno di squadra Martinez. Brutta caduta che ha coinvolto Nibali, Ciccone ed Evenepoel, Caruso arriva con la maglia rosa

Dan Martin vince la tappa di Canazei

Dan Martin vince la tappa di Canazei

Globalsport 26 maggio 2021

Non aveva finora mai dato nessun segno di cedimento e sembrava poter vincere il Giro in carrozza, ma la terza settimana del Giro è la più tosta e ci regala emozioni fino in fondo.

Il Giro è aperto come non mai: la tappa 17 con arrivo a Sega di Ala va all'irlandese Dan Martin e regala spettacolo nel finale, con il primo vero momento di difficoltà del grande padrone, Egan Bernal, che ai meno 3 chimetri sfiora la crisi, salvato solo dal compagno Martinez.

Sugli strappi più duri, con punte che sfiorano il 20%, a volare come una farfalla è stato Simon Yates, che dopo aver rischiato di andare fuori giri a Cortina, è scattato come una molla, facendo saltare il banco. 

Ottimo Damiano Caruso, che con il suo passo ha ricucito lo strappo, mantenendo alla grande il secondo posto nella generale e guadagnando anche 3'' sulla maglia rosa con lo sprint finale. 

Male Vlasov, Carthy e Bardet, con Ciccone che ha pagato una giornata davvero sfortunata: il capitano della Trek-Segafredo è stato protagonista di una brutta caduta insieme a Nibali ed Evenepoel, uscendo di fatto dalla lotta per la maglia rosa.

Da valutare anche le condizioni dello Squalo, che ha picchiato sul polso operato poche settimane prima del via: il due volte vincitore del Giro sarà sottoposto ad accertamenti per scongiurare nuove fratture.

Giovedì ultima frazione per i velocisti con arrivo a Stradella, prima del trittico Alpe di Mera, Valle Spluga e crono di Milano che assegnerà questo Giro che non ha ancora trovato un padrone.

Dopo il giorno di riposo, il Giro d’Italia 2021 riparte con la diciassettesima tappa da Canazei a Sega di Ala, 193 km e 3400 metri di dislivello, una tappa quindi decisamente più impegnativa rispetto alla Sacile-Cortina d’Ampezzo. Il Passo di San Valentino e, soprattutto, il terribile arrivo in salita di Sega di Ala potrebbero realmente sconvolgere la classifica, anche se appare improbabile che qualcuno possa intaccare la Maglia Rosa di Egan Bernal.
Partenza in leggera discesa: previste alte velocità in avvio, con tanti corridori che proveranno a piazzarsi nella fuga di giornata, con ogni probabilità anche quelli di poco fuori dalle prime dieci posizioni. Al km 57,9 i corridori transiteranno al GPM di terza categoria di Sveseri, poi una lunga discesa li porterà al primo traguardo volante di Trento. Da qui in poi la tappa vivrà un momento interlocutorio con ben 50 km di pianura, nei quasi vi sarà anche il secondo traguardo intermedio di Mori.
A 54 km dalla conclusione si entrerà nel vivo con il Passo di San Valentino, GPM di prima categoria. Si tratta di 14,8 km al 7,8% di pendenza media, una salita dura che potrebbe rimanere nelle gambe se verrà scalata ad andatura sostenuta. La pendenza massima è del 14%, i cui primi 9 km sono i più impegnativi, sempre al 9% medio. Terminata una discesa di 18 km e affrontati altri 10 km di pianura, i corridori arriveranno alle pendici di Sega di Ala: 11,2 km al 9,8% di pendenza media e massima del 17%, ovviamente GPM di prima categoria, una salita brutale i cui primi 6 km hanno una pendenza media del 10,4%. Poi un km al 7,5%, prima di 3 km al 12,1% medio. Negli ultimi 1500 metri spiana al 5,3%.
Non vi sono dubbi che il favorito sia ancora Egan Bernal, che ha dimostrato una superiorità netta in salita rispetto alla concorrenza, dando la sensazione di vincere quasi con facilità. L’unica incognita è rappresentata dal mal di schiena, di cui il colombiano ha confermato di soffrire ancora: dovrà tenere la situazione sotto controllo, nella speranza che il dolore non aumenti.
 
Se il tempo sarà clemente, i principali contendenti del sudamericano potrebbero essere i britannici Simon Yates e Hugh Carthy, poiché la salita odierna si adatta bene alle loro caratteristiche. Le pendenze appaiono invece sin troppo accentuate per il russo Alexandr Vlasov, che dovrà pensare a difendersi per rimanere in corsa per il podio.
L’Italia punta come di consueto su Damiano Caruso e Giulio Ciccone. Il siciliano dovrà limitare i danni su una salita poco congeniale come quella di Sega di Ala: si tratta probabilmente di uno degli ultimi scogli verso il podio finale di Milano. Se anche oggi dovesse uscire indenne, allora il traguardo sarebbe decisamente più vicino. L’abruzzese, invece, potrebbe esaltarsi sull’erta conclusiva, anche se per lui ogni giorno che passa rappresenta un’incognita: non si era presentato al Giro per fare classifica e gli obiettivi sono mutati in corsa. Ad ogni modo, quella odierna è un’occasione importante per Ciccone: il sogno resta un posto sul podio.