A causa del coronavirus Wimbledon 2020 sarà cancellato

Forti dubbi anche che il torneo del Roland Garros possa essere disputato a Parigi dal 20 settembre al 4 ottobre:

Wimbledon

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Globalsport 30 marzo 2020

Il Coronavirus danneggia gravemente anche il mondo del tennis.


Secondo quanto rivelato al quotidiano spagnolo La Vanguardia dal vicepresidente della Federazione tedesca di tennis (Dtb), Dirk Hordorff, il torneo di Wimbledon 2020 sarà definitivamente cancellato.


 "Le decisioni necessarie sono già state prese e Wimbledon deciderà di annullare mercoledì prossimo. Non ci sono dubbi. Wimbledon ha dichiarato che avranno una riunione del consiglio mercoledì prossimo e prenderà la decisione finale lì".


 Nei giorni scorsi, l'All England Club aveva annunciato un’imminente decisione. "Non è realistico immaginare il torneo con restrizioni di viaggio - spiega ancora Hordorff - è un torneo internazionale di tennis in cui centinaia di migliaia di persone provenienti da tutto il mondo viaggerebbero. E` impensabile".


 


Il dirigente tedesco rivela poi come l’intera stagione sull’erba sia destinata allo stop: "E' la sola decisione possibile. In linea teorica uno può immaginare di giocare a Parigi tra settembre e ottobre, ma non a Wimbledon: l'erba sarebbe troppo umida", ha aggiunto al giornale francese “L`Equipe”.


Hordorff ha messo poi pesantemente in dubbio la possibilità che il Roland Garros possa giocarsi dal 20 settembre al 4 ottobre: "Io credo che non si giocherà nelle nuove date che hanno stabilito - dice - i dirigenti di Atp e Wta sono stati chiari: il modo di agire degli organizzatori del Roland Garros è inaccettabile. Non è un dettaglio il fatto che anche Wimbledon e gli Us Open si siano associati con una dichiarazione comune con Atp e Wta. Nessuno è contro il Roland Garros. E' un torneo fantastico, importantissimo. Se ci fosse la possibilità di giocarlo tutti sarebbero contenti. Ma il loro modo di agire, le date scelte, la mancanza delle qualificazioni. Così non può funzionare. Se si comincia comportarsi così, il tennis è morto".