MotoGp, a Jerez doppietta Ducati: vince Miller davanti a Bagnaia. 3° Morbidelli, malissimo Rossi 17°

Le rosse trionfano e proiettano Pecco in vetta al mondiale. Quartararo va in crisi dopo una prima parte di gara ottima. 9° Marquez, 17° Rossi sempre più in difficoltà. In Moto3 vince di nuovo il baby talento Acosta

Gara MotoGp a Jerez

Gara MotoGp a Jerez

Globalsport 2 maggio 2021

Orgoglio italiano nel quarto appuntamento del Motomondiale: si correva a Jerez, dove c’è stata una doppietta della Ducati, con Jack Miller che mette tutti in fila davanti al compagno Francesco Bagnaia, nuovo leader del mondiale.

La risposta che serviva dopo un inizio di stagione non brillante la serve l'australiano, che trionfa nel Gp di Spagna, zittisce le critiche sul suo rendimento altalenante delle prime gare, ritrova un successo che in MotoGp gli mancava da Assen 2016 e si regala la prima vittoria con la Ducati.

Per Borgo Panigale, che non vinceva a Jerez dal 2006 con Loris Capirossi, una grande dimostrazione di forza da sfruttare ora per il prosieguo della stagione. L’australiano parte alla grande, viene ripreso, superato e staccato da Fabio Quartataro che però negli ultimi 10 giri va in difficoltà, fisica, e si vede sfilare una vittoria che a metà gara pareva avere saldamente in pugno e chiude solo 13°.

Ringraziano Bagnaia, solidissimo secondo e adesso in testa al campionato con una padronanza notevole della sua forza e delle sue possibilità e Franco Morbidelli, che con una M1 'datata' si toglie lo sfizio di salire sul podio ed essere la prima delle Yamaha, sollevando ulteriori perplessità sul trattamento che gli riserva Iwata nel team Srt.

Il piano della Ducati era di andare al comando e sparigliare la fuga della Yamaha: il trionfo arriva per altre vie, me ugualmente perentorie, con una doppietta che può lasciare un segno importante sul campionato.

Una grande risposta alla Yamaha che dopo tre vittorie, con il team ufficiale centra solo un 7. posto con Maverick Vinales, complice forse una scelta di gomme controcorrente, e la gara da gambero di Quartararo che fino a metà gara pareva imprendibile, ma è poi andato in crisi. Grande, però, la risposta, sul campo, da pilota vero, di Franco Morbidelli: "Vale come una vittoria", ha detto a caldo.

Un capitolo a parte sulle le gare dei due convalescenti cronici, anche se per ragioni differenti, di questa stagione: Marc Marquez e Valentino Rossi.

Le due leggende, spesso in feroce rivalità fra loro, e partiti, rispettivamente dal 14. e 17. posto in griglia e non riescono a invertire il loro trend. Lo spagnolo dopo lo spavento delle cadute, in Fp3 e nel Warm Up, corre in difesa, lotta al margini della top-10 e raccoglie un 9° posto di grinta, tutto sommato buono, mentre il pesarese termina 17° dopo una corsa che si può definire in un solo modo: un'agonia.

Ai piedi del podio ecco Takaaki Nakagami, ritrovatosi con la Honda Lcr e buon 4°, davanti all'iridato Joan Mir, 5° con la Suzuki, in risalita, ma non così brillante come poteva immaginarsi. Bella prestazione di Aleix Espargaro, 6° con un'Aprilia stabilmente nella top-10 ormai, sia in gara, sia in prova, e spesso brillantemente in lotta con Ducati e Yamaha.

Gara della Moto3 incredibile: testa a testa tra i piloti Ktm che si conclude all’ultima curva con la caduta di Oncu, che tira in terra anche Masia e Binder.

Acosta strepitoso taglia il traguardo in prima posizione dopo esser partito dalla 13esima casella.

Il talento spagnolo stabilisce un doppio record: è il più giovane della storia a vincere tre gare consecutive e nessuno prima alla sua età è salito 4 volte consecutive sul podio nelle sue prime 4 gare di carriera nel Motomondiale.