Marcos Alonso ripensa all’inginocchiarsi: “Non lo farò più, è un gesto che ha perso la sua forza”

Il calciatore del Chelsea si è espresso sul gesto contro il razzismo: “Sono contro ogni discriminazione, inginocchiarsi ha perso di forza come messaggio”.

Marcos Alonso ripensa all’inginocchiarsi: “Non lo farò più, è un gesto che ha perso la sua forza”
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22 Settembre 2021 - 17.10


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Torna al centro del dibattito il tanto discusso e argomentato gesto di inginocchiarsi a inizio partita in segno di solidarietà verso le comunità discriminate per razzismo.

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Il mondo del calcio si era diviso al momento del lancio del movimento Black Lives Matter tra chi era a favore e chi per un motivo o per un altro non era disposto a farlo.

Il terzino del Chelsea Marcos Alonso ha deciso in questi giorni di non inginocchiarsi più:

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“Sono completamente contro il razzismo e sono contro ogni tipo di discriminazione, ma ora preferisco solo mettere il dito sullo stemma della maglia dove dice è scritto ‘No al razzismo’, come fanno in altri sport e nel calcio in altri Paesi. Preferisco farlo in questo modo che ora è più naturale. Dire molto chiaramente che sono contro il razzismo e rispetto tutti. Se la mia decisione ha a che fare con la politica? Non lo so, è solo il mio modo di farlo. Forse penso che mettersi in ginocchio stia perdendo un po’ di forza come messaggio quindi preferisco farlo in questo modo e dimostrare che sono pienamente favorevole alla lotta contro il razzismo”.

Il gesto di indicare la patch contro il razzismo ha avuto un forte valore soprattutto in una determinata situazione avvenuta qualche settimana fa.

Durante le qualificazioni ai mondiali è andata in scena Inghilterra-Polonia con gli inglesi che, come di consuetudine primo del fischio, di inizio si sono inginocchiati in segno di rispetto verso il Blm, mentre i tifosi polacchi gli coprivano di fischi e insulti.

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A zittire però questi pseudo-tifosi è stato proprio il capitano della nazionale polacca, Robert Lewandowski, che con lo sguardo rivolto ai suoi compatrioti si è messo il dito sullo stemma della Uefa “Respect”.

Un gesto veramente importante che dovrebbe far capire come questo e tutti gli altri piccolissimi segni siano ancora necessari.

 

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