La Uefa dice no all'Allianz Arena arcobaleno e l’Ungheria ringrazia

Arriva la bocciatura della Uefa all'iniziativa tedesca, l’Allianz Arena non potrà essere illuminata d’arcobaleno perché in riferimento a slogan politici.

L'Allianz Arena illuminata con i colori dell'arcobaleno

L'Allianz Arena illuminata con i colori dell'arcobaleno

Globalsport 22 giugno 2021

Bocciata l’idea del sindaco di Monaco di Baviera che, in segno di opposizione verso le leggi emanate dal parlamento ungherese contro la comunità Lgbt, voleva approfittare del match tra Germania e Ungheria per far illuminare l’Allianz Arena con i colori dell’arcobaleno.

Il premier Orban ha infatti sostenuto fortemente l’approvazione, passata poi in parlamento, di una norma che vieta le rappresentazioni e le condivisioni ai minori di contenuti pro-omosessualità o riguardanti il tema del cambio di sesso.

Dopo le numerose polemiche da parte di Ong, Amnesty International e altre tantissime organizzazioni, anche la federazione tedesca era intenzionata a esplicitare il proprio dissenso verso le decisioni ungheresi promuovendo l’iniziativa del sindaco bavarese, Dieteg Rieter.

Ma a bloccare tutto è stata la Uefa, organizzatrice di Euro 2021.

L’organo del calcio europeo ha voluto ribadire di essere un’entità politicamente neutrale e vista l’evidente parzialità e motivazione politica della proposta ha preferito vietarla.

Solo pochi giorni fa però la stessa Uefa ha deciso di non sanzionare Manuel Neuer, portiere e capitano della nazionale tedesca, che dall’inizio degli Europei gioca con una fascia arcobaleno, sempre come simbolo di solidarietà verso gli Lgbt.

In quel caso la Uefa ha archiviato l’inchiesta sostenendo che “la fascia è stata valutata come un simbolo della squadra per la diversità e quindi per una buona causa”.

Nel frattempo, il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, ha manifestato tutta la sua gioia per la decisione: "Grazie a Dio, i leader del calcio europeo hanno dimostrato buon senso non partecipando a quella che sarebbe stata una provocazione politica contro l'Ungheria".