18 anni senza Gianni Agnelli: la Juventus ricorda l’Avvocato

La scomparsa avvenuta nel 2003 è stata ricordata dal club bianconero. Gianni Agnelli è stato presidente dal 1947 al 1954 e tifoso fino alla fine. Grande icona di stile ed eleganza

Gianni Agnelli

Gianni Agnelli

Globalsport 24 gennaio 2021

È stato tifoso, presidente e icona per il mondo Juventus, creando un binomio perfetto.


Gianni Agnelli se n’è andato il 24 gennaio 2003, lasciando un vuoto nel cuore di tutti i tifosi bianconeri.


Simbolo della storia del club e del calcio italiano, Giovanni Agnelli è stato un pilastro, capace di legarsi indissolubilmente alla squadra del suo cuore. 


Restano nell'immaginario collettivo le sue citazioni e i gesti quotidiani, come le telefonate all'alba con Giampiero Boniperti. 


Un mito bianconero che la società, oggi presieduta da suo nipote Andrea, ha voluto ricordare a 18 anni dalla sua scomparsa nell'inverno del 2003.


“È vero che nel calcio si corre sempre. E’ vero il nostro sport non permette di fermarsi, dopo una vittoria bisogna già pensare al prossimo obiettivo, dopo una giornata storta c’è subito l’occasione di rialzarsi. Il calcio va veloce, forse mai come in questa stagione, ma c’è qualcosa che resta eterno, indelebile, immutatamente forte nel corso degli anni: il ricordo, il pensiero di una storia grandiosa e di chi la ha scritta. E in pochi, davvero in pochi, la nostra storia la hanno scritta come l’Avvocato, che se ne andava proprio oggi, 18 anni fa. 


Sarebbe impossibile raccontare Giovanni Agnelli in poche parole. Si potrebbero citare le sue vittorie alla guida della Juventus, il suo stile inconfondibile o forse, più di tutto, la sua vicinanza alla squadra anche dopo la presidenza, testimonianza di un legame in grado di andare oltre i ruoli, oltre gli impegni, oltre ogni ostacolo. Testimonianza di un amore. Le sue frasi, il suo modo di essere sono per noi fonte d’ispirazione e continuiamo a lavorare ogni giorno per essere sempre migliori, per continuare a vincere, attingendo dalle nostre radici, dalla nostra storia, ma con lo sguardo costantemente rivolto al futuro, con la voglia di tingerlo sempre di bianconero. Di questo, ne siamo certi, ne sarebbe stato orgoglioso. 


La Supercoppa, vinta pochi giorni fa, gli avrebbe regalato un sorriso e strappato, probabilmente, un commento destinato a diventare eterno. Oggi scenderemo in campo pensando a lui, che è sempre nei nostri ricordi, nel nostro presente e nelle nostre vittorie”.