Genoa, indagati 15 ultras per estorsione al presidente Preziosi

I capi d'accusa verso i tifosi sono anche associazione a delinquere e violenza privata. Le minacce sarebbero arrivate al fine di mantenere una situazione ambientale tranquilla

Tifosi del Genoa

Tifosi del Genoa

Globalsport 4 giugno 2020
Con un'inchiesta partita nel 2005, la Procura di Genova ipotizza ad alcuni membri della tifoseria genoana capi d'accusa pesantissimi, tra cui associazione a delinquere, estorsione, intestazioni fittizie e violenza privata verso il presidente rossoblu Enrico Preziosi.
I tifosi avrebbero, tra le altre cose, estorto denaro al patron, al fine di mantenere una situazione tranquilla a livello ambientale attorno alla squadra.
Agli atti risultano casi di violenza psicologica e fisica verso membri della società e semplici tifosi che non accettavano simili condotte da parte dei capi della tifoseria.
Fra gli indagati, personaggi più o meno noti alla cronaca, saliti alla ribalta in occasione di un Genoa-Siena del 2012, quando dopo una pesante sconfitta i giocatori furono costretti a togliersi e consegnare le magliette ai propri tifosi.
L'episodio aveva fatto luce, secondo il procuratore capo di Genova Cozzi "sulla presenza di pregiudicati all'interno della tifo organizzato del Genoa".
Nel mirino era finito anche l'ex allenatore Gasperini, finito sotto ricatto per non essersi voluto piegare ai ricatti dei malintenzionati.