Bernardeschi all'attacco: "Odio e razzismo sono più letali del coronavirus"

il calciatore della Juventus in un lungo post a commento di una foto in bianco e nero che ritrae madre e figlio con la mascherina sul volto.

Il. posto anti-razzista di Federico Bernardeschi

Il. posto anti-razzista di Federico Bernardeschi

Globalsport 6 marzo 2020

Parole inattese e, a dire il vero, molto controcorrente in un ambiente nel quale gli atleti tendono a non prendere posizione e non sempre hanno il coraggio di andare a muso duro contro un pensiero così diffuso come quello della xenofobia.

 "Odio, razzismo e discriminazione sono più letali del coronavirus". Lo sostiene, su Instagram, il calciatore della Juventus, Federico Bernardeschi, in un lungo post a commento di una foto in bianco e nero che ritrae madre e figlio con la mascherina sul volto.
"Un virus sta dominando le nostre paure. Ci terrorizza, limita la nostra libertà, ci fa disprezzare l'altro - scrive il fantasista dei bianconeri -. Abbiamo chiuso i porti a chiunque, rintanandoci nella nostra fedele cerchia, criticando gli altri la mattina al bar o in coda al supermercato durante la folle corsa per accaparrarci l'ultimo, inutile pezzo di pane, che deve essere il nostro e di nessun altro, manco fosse la fine del mondo. Abbiamo deciso di offendere, cacciare, allontanare. Abbiamo fatto morire donne e bambini, perché prima veniva la nostra sicurezza, la nostra ricchezza e poi le loro vite. E adesso siamo noi gli emarginati, siamo noi ad essere discriminati e cacciati, rinchiusi tra i confini di un Paese che soffre".
"Quando tutto questo finirà, ricordiamoci di questi giorni, di questa sofferenza, di questa isteria che ci ha trasformato in animali mossi solo dall'istinto di sopravvivenza, senza ragione, senza rispetto per nessuno - conclude il calciatore -. Ricordiamocelo poi, di come ci trasformano disperazione e paura di morire. Ricordiamocelo quando ad aver paura sarà qualcun altro, che chiede aiuto"