Milan: l’artefice della stabilità ritrovata si chiama Stefano Pioli

Dopo la vittoria sulla Juventus, la qualificazione alla prossima Champions è sempre più alla portata dei rossoneri e i meriti del tecnico, se valutiamo l’intera stagione, sono evidenti.

Milan: l’artefice della stabilità ritrovata si chiama Stefano Pioli
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11 Maggio 2021 - 12.35


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di Eleonora Francini
In   una   settimana   in   cui   la   scena   degli   allenatori   è   stata   occupata   in   modo   preponderante dall’annuncio di José Mourinho come prossimo “capitano” della flotta giallorossa, intendo essere una   voce   fuori   dal   coro   e   spostare   l’attenzione   su   un   altro   coach   che,   a   piccoli   passi,   si   è guadagnato meritatamente la fiducia di tutti: Stefano Pioli.
Un passato alla Fiorentina, alla Lazio e all’Inter, tutte parentesi che lo hanno formato molto dal punto di vista lavorativo; un uomo sempre pacato e discreto davanti alle telecamere; un allenatore che,   a   testa   bassa,   ha   assunto   la   guida   di   una   squadra,   quando   non   era   in   un   ottimo   stato,   e lentamente le ha impresso una graduale rinascita.
Approdato al Milan ad ottobre del 2019 dopo l’esonero di Giampaolo, nel 2020 Pioli ha concluso il suo   primo   campionato   con   il   sesto   posto   finale,   che   è   valso   la   qualificazione   al   secondo   turno preliminare di Europa League.
Il ritorno nelle coppe europee, dove per anni i rossoneri hanno rappresentato il fiore all’occhiello del calcio italiano, è stato un vero e proprio toccasana, un cammino che si è interrotto lo scorso marzo agli ottavi di finale contro il Manchester United: una dipartita avvenuta, però, a testa alta, contro una delle candidate alla vittoria finale.
Il vero miracolo di Pioli, tuttavia, si è consumato quest’anno in campionato, dove il Milan a gennaio si   è   laureato   Campione   d’Inverno   al   cospetto   di   un   girone   d’andata   strepitoso:   dopo   anni   di astinenza il sogno scudetto ha sfiorato per settimane i tifosi rossoneri anche se in cuor loro, Pioli compreso, erano consapevoli delle difficoltà oggettive di tale obiettivo.
Da febbraio in poi, infatti, l’Inter di Conte  si è caparbiamente  presa la scena rifilando una serie devastante di vittorie consecutive e, a quel punto, la superiorità tecnica dei cugini nerazzurri si è resa manifesta, mentre ai rossoneri sono pian piano venute a mancare  quella freschezza e quella lucidità emerse nella prima fase della stagione.
Naufragato il sogno tricolore, in casa Milan il nuovo “scudetto” è diventato la qualificazione alla prossima   Champions,   che   potrebbe   essere   il   vero   trofeo   di   fine   campionato   se   i   rossoneri   si piazzassero fra i primi quattro posti.
La recente vittoria sulla Juventus ha certamente spianato la strada alla squadra di Pioli, i cui meriti, dati alla mano, sono sempre più evidenti avviandoci verso la fine di questo campionato.
In primis, complici i vari infortuni e le assenze che hanno costellato la stagione, è sempre riuscito a ridisegnare la sua squadra, imprimendole quell’identità tattica che forse era mancata negli anni precedenti.
Poi, ha saputo mantenere unito il gruppo (cosa non semplice se nella rosa hai una personalità forte come quella di Zlatan Ibrahimovic) e, anche nelle critiche e nelle difficoltà, ha convinto i giocatori a lasciare tutto da parte e concentrarsi solo sul gioco, poiché ormai si sa che il miglior antidoto a qualsiasi male è la vittoria sul campo.
Infine, aspetti come le polemiche sulla Superlega, l’incertezza sul futuro di Donnarumma, la lista piuttosto lunga di partite saltate da un giocatore del calibro di Ibrahimovic e l’impegno aggiuntivo dell’Europa League (mantenutosi fino a marzo inoltrato) non hanno certo facilitato il suo lavoro.
La   nuova   creatura   di   Pioli,   però,   durante   tutta   la   stagione   ha   mostrato   una   profonda determinazione e intelligenza, che le hanno consentito di uscire senza troppi strascichi da periodi non   facili:   alle   critiche   piovute   nei   mesi   scorsi   in   seguito   ad   una   striscia   negativa   di   risultati, l’allenatore ha risposto con due vittorie consecutive, tra cui l’ultima, quella per 3-0 sulla Juventus, emblema di una partita quasi perfetta.
​Adesso,   quei   tre   punti   di   vantaggio   sui   bianconeri   fanno   davvero   sognare   e   negli   ultimi   tre appuntamenti che separano dalla fine è vietato fallire: la Champions è vicina e, dopo il capolavoro di   Conte   con   l’Inter,   questo   potrebbe   essere   il   primo   trofeo   virtuale   di   Pioli   sulla   panchina   del Milan.
Storia di un allenatore che si è preso il Milan di oggi e, se l’obiettivo diventasse realtà, anche quello di domani.
 
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