Fabio Capello bacchetta la Dea: “Pensavo che l’Atalanta mettesse più in difficoltà il Real Madrid”.

Se questa sera anche la Lazio uscirà dalla Champions League, per l’undicesimo anno consecutivo nessuna squadra del nostro calcio potrà alzare la famigerata coppa. Uno scenario sconcertante.

Fabio Capello

Fabio Capello

Globalsport 17 marzo 2021
Non era affatto semplice sconfiggere un avversario che ha segnato la storia della Champions League: dopo aver perso sia all’andata che al ritorno con il Real Madrid di Zidane, l’Atalanta saluta con qualche rammarico la competizione.
Questa l’analisi dell’ex allenatore Fabio Capello: “Pensavo che l’Atalanta mettesse più in difficoltà il Real Madrid. Non ci è riuscita sul piano dinamico o sul piano tecnico. Poi quando commetti un errore come ha fatto Sportiello regali un’occasione troppo ghiotta a un avversario che viaggia a un’altra velocità”.
Ha poi proseguito dicendo: “L’Atalanta in Italia mette in difficoltà gli avversari per la velocità e gli inserimenti. Stasera ha avuto anche due palle gol, Zapata non le ha capitalizzate al meglio per riaprire una partita che non c’è mai stata. Zidane ha bloccato le fasce, cambiando il modo di difendere”.
Non è mancato un pensiero rivolto al tecnico Zidane: “Si è dimostrato un ottimo allenatore, ma anche fortunato. In tutti i momenti di difficoltà c’è sempre stato un giocatore che ha risolto le partite. Sa leggere le partite, sa cosa fare, la fortuna è di quella capaci”.
Se all’andata poteva esserci il rimpianto per l’espulsione di Freuler e per una partita condizionata da un episodio sopraggiunto prematuramente (al 17’), i 90’ minuti di ieri sera non hanno però lasciato spazio ad alcun dubbio.
Il 3-1 finale è espressione di una partita in cui solo all’inizio gli uomini di Gasperini sembravano potersela giocare alla pari, ma poi è stata pura illusione: il Real Madrid ha mostrato qualità, classe e brillantezza fisica al cospetto di una Dea dalla quale, probabilmente, ci si aspettava qualcosa in più tenendo presente il suo ottimo andamento in campionato e soprattutto il ritmo elevato con cui è solita annientare gli avversari.
D’altronde, però, la Champions League è tutta un’altra storia e squadre come la Juventus ne sono ben consapevoli: se questa sera neppure la Lazio riuscirà nell’impresa (sulla carta impossibile) di superare il Bayern ribaltando il risultato dell’andata, per l’undicesimo anno consecutivo nessuna squadra italiana alzerà la tanto sognata coppa dalle grandi orecchie. Un panorama alquanto triste, si può dire.