Messi: “Resto al Barcellona. Questa è casa mia e non sarei mai andato per vie legali”

L’attaccante argentino pone fine alla disputa degli ultimi giorni con un'intervista in esclusiva a Goal: resterà al Barcellona

Lionel Messi, attaccante del Barcellona e della nazionale argentina

Lionel Messi, attaccante del Barcellona e della nazionale argentina

Globalsport 4 settembre 2020

E’ stato il giocatore stesso a porre fine alla telenovela che ha tenuto tutti i tifosi blaugrana (e non) incollati agli schermi dei propri smartphone.

C’era chi aggiornava in continuazione le notizie di calciomercato su internet per cercare di capire quale sarebbe stata la meta della pulce; e c’era chi lo dava già al Manchester City.
A quanto pare, però, l’attaccante argentino, almeno per questo anno, non si muoverà da Barcellona: almeno è quanto ha riferito, in un’intervista, ai microfoni di Goal.


Messi ha inizialmente chiarito le motivazioni che lo avrebbero portato alla volontà di lasciare il club a cui è legato dal 2004: 


"Ho detto alla società, soprattutto al presidente, che volevo andare via. Gliel'ho detto durante tutto l'anno. Pensavo che fosse il momento di farsi da parte. Credevo che il club avesse bisogno di gente più giovane, di gente nuova, e pensavo che si stava per concludere la mia avventura al Barcellona con grande dispiacere, perché ho sempre detto che avrei voluto chiudere qui la mia carriera.
Gliel'ho detto al presidente e il presidente mi ha sempre detto che alla fine della stagione avrei potuto decidere se andarmene o se restare e alla fine non ha mantenuto la sua parola. Ho avuto la possibilità di andarmene dal Barcellona tante volte. I soldi? Tutti gli anni me ne sarei potuto andare e guadagnare più soldi che nel Barcellona. Ho sempre detto che questa era casa mia e che era ciò che sentivo e che sento. Meglio di qui è difficile.
Sentivo che avevo bisogno di cambiare, di nuovi obiettivi, di cose nuove".


La pulce è poi andata avanti, analizzando l’attuale situazione del Barcellona: 


"Non mi sono mai sentito solo. Quelli che sono sempre stati al mio fianco. Questo mi basta e mi rafforza.
Ma mi sono sentito ferito dalle cose che ho sentito dalle persone, dal giornalismo, dalle persone che mettono in dubbio il mio Barça e dicono cose che penso di non meritare. Mi ha anche aiutato a vedere chi è chi.
Questo mondo del calcio è molto difficile e ci sono molte persone molto false. Ciò che è accaduto mi ha aiutato a riconoscere molte persone false che avevo in un'altra considerazione. Mi ha ferito quando il mio amore per questo club è stato messo in discussione.
Non importa quanto vada o rimanga, il mio amore per il Barça non cambierà mai". 


Ha proseguito, rivolgendo forti critiche alla società: "Ovviamente ho avuto difficoltà a decidere. Non viene dal risultato del Bayern, viene da tante cose. Ho sempre detto che volevo finire qui e ho sempre detto che volevo restare qui. Che volevo un progetto vincente e vincere titoli con il club per continuare ad espandere la leggenda del Barcellona a livello di titolo. 
E la verità è che non c'è stato nessun progetto o altro da molto tempo, si destreggiano e coprono buchi mentre le cose vanno. Come ho detto prima, ho sempre pensato al benessere della mia famiglia e del club"


Messi ha poi spiegato che non avrebbe mai potuto agire per vie legali con il club: 


"Quando ho comunicato la mia volontà a mia moglie e ai miei figli è stato un dramma. Tutta la famiglia è scoppiata a piangere.
Ho guardato oltre e volevo competere ai massimi livelli, vincere titoli, competere in Champions League. Puoi vincere o perdere, perchè è molto difficile, ma devi competere. Almeno competere e non crollare come a Roma, Liverpool, Lisbona. E questo mi ha portato a pensare sulla decisione di andar via.
Come detto, pensavo ed ero sicuro che fossi libero di andar via, il presidente ha sempre detto che alla fine della stagione potevo decidere se restare o meno. 
Adesso si aggrappano al fatto che non l'ho detto prima del 10 giugno, quando è chiaro che il 10 giugno eravamo in corsa per La Liga nel mezzo di questo tremendo coronavirus e che questa malattia ha alterato tutta la stagione. E questa è la ragione per la quale resterò al Barcellona. 
Adesso resterò perché il presidente mi ha detto che l'unico modo di andar via è pagare la clausola di 700 milioni di euro, e questo è impossibile.
C'era un altto modo ed era andare in tribunale. Ma non farei mai causa al Barcellona perché è il club che amo, che mi ha dato tutto sin da quando sono arrivato, è il club della mia vita, ho passato la vita qui. Il Barça mi ha dato tutto e io ho dato tutto. 
So che non mi è mai passato per la testa portare il Barcellona in tribunale"..


Messi ha, infine, concluso, ribadendo che la sua decisione finale è quella di rimanere al Barcellona spiegando la scelta di inviare, via burofax, la propria richiesta di andarsene senza incontrare la società: 


"Continuerò nel Barcellona e il mio comportamento non cambierà, non importa quanto volessi andare via.
Darò il massimo. Voglio sempre vincere, sono competitivo, e non mi piace perdere. Voglio sempre il massimo per il club, per i compagni e per me stesso. Ho detto che non c'era stato il sostegno necessario per vincere la Champions League. Adesso non so cosa succederà. C'è un nuovo allenatore e nuove idee.
E questo è un bene ma dobbiamo vedere come risponderà la squadra e se saremo in grado di competere ai massimi livello.
Quello che posso dire è che resterò e che darò il massimo per il Barcellona. Il burofax era per rendere la cosa ufficiale in qualche modo. Il presidente mi ha sempre detto: "Ne parleremo, non ora, etc"... Ma niente. Inviare il burofax era per ufficializzare che volevo andare via e che ero libero e che non avrei utilizzato l'opzione per un altro anno. Non era per creare un polverone o per andare contro il club, era per rendere ufficiale la mia decisione".