Calcio, Ricciardi: "Ci sarà la quarantena obbligatoria ma stiamo pensando a scenari alternativi"

Il consigliere del ministro Speranza, durante l’intervista a Radio Punto Nuovo si è espresso su un possibile ritorno del pubblico negli stadi

Walter Ricciardi, membro del consiglio esecutivo Oms

Walter Ricciardi, membro del consiglio esecutivo Oms

Globalsport 5 giugno 2020

In diretta su Radio Punto Nuovo è intervenuto il membro del consiglio esecutivo Oms Walter Ricciardi: "Non si può accorciare la quarantena, ma stiamo lavorando ad un'altra via per salvare il campionato".


Il consigliere del ministro Speranza per il Coronavirus, si è poi espresso a proposito della delocalizzazione del campionato: ''Una cosa sono i dati scientifici ed altri le decisioni politiche.


Decisioni così forti mettono poi in gioco l'unità Nazionale, sono soluzioni pragmatiche, le persone sono un po' più libere.


La Lombardia ha avuto un numero di casi più alto, quindi dal punto di vista scientifico, la proposta ha un senso.


Ovviamente andrebbero rispettate tutte le misure di sicurezza, in ogni Regione".
Ricciardi si è poi espresso sui problemi logistici legati alla ripresa:


"Il problema del calcio è che gli spettatori sono tanti bisogna essere in grado di garantire tutte le misure.


Protocollo di 14 giorni? L'accorciamento non è possibile. Il periodo di allontanamento non può essere inferiore, ma una strada alternativa si può trovare, ci stiamo lavorando.


Ci sono casi in cui l'incubazione dura anche oltre i 14 giorni. Man mano che le cose andranno meglio, si può ricominciare a pensare di allentare la guardia per il pubblico.


Quindi credo possibile ad un numero ridotto di spettatori. Non saprei le tempistiche, ma credo che in quasi tutta Italia si possano cominciare a fare questi discorsi”.