Vieri: "Mi piace l'Italia di Mancini. All'Inter il mio periodo migliore"

In un'intervista al Corriere della Sera, Christian Vieri ha affrontato diversi argomenti: dalla sua Nazionale a quella di Mancini, al suo periodo all'Inter, fino alla ripresa del calcio

Christian Vieri

Christian Vieri

Globalsport 23 aprile 2020
In un'intervista al Corriere della Sera, l'ex bomber della Nazionale Bobo Vieri ha parlato di passato, presente e futuro, raccontando anche alcuni aneddoti interessanti.
Parte dalla Nazionale italiana:"Impazzivo quando dovevo indossare la maglia azzurra, tranne nelle amichevoli, che non mi piacevano. Da bambino in Australia sognavo di giocare in Serie A e con l'Italia, ho avverato entrambi i miei sogni. Ho potuto giocare due mondiali, il terzo sarebbe stato nel 2006, ma mi ruppi il ginocchio al Monaco. Il calcio è così.
L'Italia di oggi mi piace, non giocava così bene da tempo. Mancini sa esaltare le qualità dei calciatori e non ha paura di lanciare i giovani. Al tempo stesso non trascura i 'vecchietti'".
Su chi possa essere il centravanti dell'Italia di oggi dice: "Immobile deve fare uno scatto in avanti con la Nazionale, Belotti è uno tosto, da lui mi aspetto 18-20 gol a stagione."

Sul suo periodo d'oro all'Inter: "Sei anni pazzeschi, sentivo il calore della gente ogni volta che scendevo in campo. In più, ho giocato con Ronaldo, il centravanti più forte del mondo. Correva più veloce lui con la palla che i difensori senza.
Il 5 maggio? Nel calcio si vince e si perde. La sconfitta ci ha distrutti perché eravamo stati in testa fin dall'inizio. Poi con l'Inter non è finita bene, con quella storia dei pedinamenti, ma non ho mai fatto niente di sbagliato."
Alcune preferenze nel mondo del calcio: "Haaland oggi è il più forte attaccante al mondo. Tra un paio d'anni andrà in una grande squadra per 200 milioni. In passato ho apprezzato Van Basten. Gigi Riva per me è un esempio, così come baggio, che andavo a vedere in curva a Firenze. Oggi mi piacerebbe essere allenato da Klopp, con il suo calcio aggressivo e veloce".

Sulla ripresa del calcio e la sua quarantena conclude:" La Juventus ha vinto otto scudetti di fila, prima o poi ne perderà uno per questioni di motivazione. Per ora è dentro a tutte le competizioni e se hai Cristiano Ronaldo giochi sempre per vincere.
Se il calcio si ferma, perde tanti milioni, ma è giusto mettere al primo posto la gente e la salute. Io ho passato la mia quarantena a Milano, vicino ai miei figli, e non a Miami. Gli italiani si stanno comportando bene, sono sicuro che ne verremo fuori."