Caravello: "Se l'Atalanta continua a lavorare così potrà pensare ancora più in grande"

Il noto agente Fifa analizza ai nostri microfoni la situazione attuale del nostro campionato: "Lazio avvantaggiata senza le Coppe nella lotta scudetto"

Danilo Caravello

Danilo Caravello

Globalsport 21 febbraio 2020
di Emilio Scibona 

La stagione in Serie A si appresta a vivere una fase cruciale con lotte aperte su tutti i fronti. Abbiamo deciso di intervistare l'agente Fifa Danilo Caravello per parlare della situazione del campionato e del calcio italiano.
La lotta scudetto è ormai entrata nel clou. La Juventus non ha il passo degli anni passati; la Lazio ha un ritmo impressionante; l’Inter viaggia a corrente alternata. Cosa dobbiamo aspettarci dalla lotta al vertice?
“Un campionato bellissimo ed equilibrato come non si vedeva da otto anni ed è un bene che sia così per tutto il cacio italiano. Sarà una lotta punto a punto fino alla fine: l’Inter sembra in crisi ma non mollerà di un centimetro conoscendo il carattere del suo allenatore. La Lazio ha un vantaggio rispetto alle altre, cioè quello di non dover disputare le coppe, impegni che alle altre potrebbero togliere energie fisiche e psicologiche. Le tre concorrenti viaggeranno spalla a spalla fino alle ultime giornate: vincerà chi arriverà più fresco e sarà più regolare fino alla fine.”
A proposito di Inter, Ieri sera si è sbloccato Eriksen che doveva essere l’uomo in più e che stava diventando una specie di caso...
“Premetto subito che per me Eriksen è un calciatore fantastico. Conoscendo gli schemi e le esigenze di Mister Conte ed essendo coscienti del fatto che, per un nuovo calciatore ci voglia il tempo giusto per adattarsi ad un calcio tatticamente di alto livello e molto complicato come il nostro, non mi stupisco che si stia optando per un suo inserimento graduale. Per me si tratta di una legittima gestione nell’inserimento del calciatore, e francamente parlare già di caso lo trovo molto esagerato.”
In zona Europa League dietro la Roma si sta creando una mischia notevole per il sesto posto, in attesa di capire se si sbloccherà anche il settimo. Milan e Napoli hanno dato dei segnali di ripresa nell’ultimo periodo e tecnicamente parlando hanno qualcosa in più delle altre.
“Negli ultimi anni siamo stati abituati ad una sorpresa europea di nome Atalanta e l’anno scorso c’è stato il Torino: qualcosa di sorprendente accade sempre in zona Europa League. Roma, Milan e Napoli sono in effetti favorite, ma bisogna fare i complimenti a squadre come Parma e Verona, perché se sono lì e continuano a fare risultati, vuol dire che non è stato nulla di casuale e che dietro c’è un lavoro da applausi.
Anche la lotta salvezza in questo momento è molto aperta. Brescia e Spal sono attardate rispetto ad un gruppone nel quale ci sono anche nomi altisonanti...
"Con i tre punti i campionati sono sempre aperti fino a quando non c’è la matematica. Si pensi al Lecce che con un filotto di tre vittorie ha allargato la forbice della lotta salvezza o al Genoa che è tornato sotto alle altre. Non do per spacciate nemmeno Spal e Brescia, sebbene siano in evidente difficoltà momentanea. In questo momento ci sono parecchie squadre che non possono ritenersi tranquille perché nel momento in cui ti ritrovi a combattere per la salvezza quando avevi altri obiettivi iniziali e devi giocare partite dure combattendo punto a punto non è poi semplice dal punto di vista mentale. Quindi può cadere chiunque, anche un nome inatteso.”
In generale quest’anno stiamo assistendo ad un campionato molto competitivo che torna ad avere dopo anni abbastanza monocorde. Possiamo parlare di una ripresa del calcio italiano?
“Direi che gli ultimi mercati testimoniano che sono tornati a circolare i soldi, che fanno bene al nostro movimento. Un po’ di ripresa c’è, ma bisogna capire che dobbiamo cambiare mentalità, creare nuove risorse attraverso asset come gli stadi e non rimanere legati soltanto all’idea dei soldi provenienti dai diritti televisivi come unico introito. Poi anche la nazionale italiana, che dopo la mancata qualificazione al Mondiale 2018, sta dando dei segnali di ripresa, sicuramente aiuta: bisogna puntare con decisione sui nostri giovani e valorizzarli. Il nostro è stato per anni il campionato più bello del mondo: oggi resta comunque un grande campionato, estremamente formativo a livello tattico dove giocare non è mai facile.”
L’Atalanta l’altro ieri sera ha scritto una nuova pagina della sua storia recente, confermando un percorso di crescita esponenziale. Continuando di questo passo possono pensare a competere per qualcosa di importante?
“Nel calcio moderno c’è meno spazio per le favole e nel momento in cui ci sono grandi nomi come Inter e Juventus che possono spendere è inevitabile che ci sia un gap difficile da colmare. La Lazio di quest’anno testimonia però che mantenendo uno zoccolo duro e programmando si può diventare competitivi anche per lo scudetto. L’Atalanta se continua così con questa programmazione, a cedere senza smobilitare e ad acquistare profili di livello, perché no, può farci un pensiero. Sicuramente in questa fase stanno tenendo un target alto, come dimostrato dagli ultimi acquisti di Muriel e Malinovskiy, due investimenti importanti che la società ha fatto in estate. Ad ogni modo, come dimostrato dalla partita col Valencia, che in certi momenti sembrava poter finire con un punteggio tennistico, siamo di fronte ad una grande realtà del nostro calcio.”
A proposito di Coppe Europee. La scorsa settimana il Manchester City è stato squalificato per due anni dalle competizioni Uefa per le violazioni del Fair Play Finanziario, da sempre molto discusso. È un caso circostanziale o la prova che l’Uefa vuole davvero contrastare le spese pazze. 
“Diciamo che con il Financial Fair Play non si scherza mai e questo vale per tutte le società: le regole sono chiare, l’Uefa non transige con nessuno e tutti si devono fare bene i conti. Nel caso specifico credo che, nel momento in cui lo sponsor della stessa proprietà sana i conti della squadra, non si possa non prendere i provvedimenti che sono stati presi.