Gianni De Biasi: "Con l'Iran non abbiamo trovato l'accordo. Che errore fu l'Alavès"

La seconda parte dell'intervista di Globalsport a Gianni De Biasi. Si parla della storia recente del tecnico e della situazione del calcio italiano.

Gianni De Biasi

Gianni De Biasi

Globalsport 20 febbraio 2020

Di Emilio Scibona

La seconda parte dell'intervista a Gianni De Biasi (qui la prima parte). Oggetto della stessa, la sua storia recente e la situazione del calcio italiano.
Lei ha anche allenato per due volte in Spagna, il Levante nella stagione 2007/2008 e l’Alavès nel 2017, ma lì le cose sono andate meno bene…
"Al Levante ho i ricordi di un’esperienza meravigliosa. Era una situazione difficile, non ci pagavano gli stipendi e a gennaio abbiamo venduto i migliori giocatori, eppure abbiamo ottenuto ottimi risultati sul campo e a ogni partita i tifosi mi portavano in trionfo. Alaves è stata una parentesi in stile Udinese e ciò, in termini scaramantici mi dà delle ottime aspettative. È stato però col senno del poi un errore. Ho scelto di andare una realtà che era partita con 0 punti in 6 partite. Ho fatto i primi sei punti, avevamo battuto il Getafe in Coppa del Re e stavamo crescendo, sotto tutti gli aspetti. Il problema di fondo è che non c’è stato feeling con la proprietà. È stato un mio errore nella scelta ma l’ho fatto per il direttore sportivo, che era una persona competente, capace e seria. Credo che se mi avessero dato più tempo avrei potuto fare bene".


A proposito di storia, si è detto a lungo che nel 2016 uno dei papabili per sedere sulla panchina dell’Italia del post-Conte fosse proprio lei…

 "Mi sono incontrato più volte con Tavecchio, ero convinto che sarei diventato l’allenatore della nazionale. Alla fine, però hanno scelto Ventura. Io ammetto di esserci rimasto male perché ero convinto che sarei riuscito a sedermi sulla panchina azzurra".
Di recente il suo nome era stato accostato ad un'altra nazionale, l’Iran, che poi è stata affidata ad un altro commissario tecnico. C’è stato effettivamente qualcosa o è stata una speculazione giornalistica?

 C’è stato qualcosa ma alla fine ho deciso di non andare e hanno fatto una scelta diversa. Il discorso era legato ad aspetti contrattuali sui quali non entro nel merito.

Ora è il momento di passare all’attualità calcistica. In questo momento in Serie A c’è una lotta apertissima per lo scudetto con la Juventus braccata dalla Lazio e dall’Inter. Chi vede in questo momento favorito per vincere il titolo?

 "C’è tantissima incertezza. C’è una Lazio che sta raccogliendo i frutti del lavoro di Inzaghi e di un progetto serio fatto anche di rinunce a incassi importanti pur di mandare avanti la rosa. È un interlocutore impegnativo per la Juventus, specie andando avanti in Champions League. L’Inter ha una grande rosa ma deve trovare una continuità, non è possibile che va spesso in vantaggio ma finisce con il farsi rimontare, come è successo contro la Lazio: è un aspetto fondamentale sul quale Conte deve cercare di lavorare".

  In chiusura le chiediamo cosa pensa di questa prima parte del ciclo di Roberto Mancini in nazionale e quali prospettive vede per l’Italia agli Europei.  
"Mancini ha fatto un lavoro molto buono sia in termini di qualità che di osservazione, ha portato volti nuovi e giocatori dall’avvenire sicuro. Credo che tutto sommato abbia aiutato anche un campionato che ha messo a disposizione volti importanti come Barella, Zaniolo per fare due esempi tra i tanti. Ha una nidiata di giocatori interessanti che possono aiutare la nazionale. Per gli Europei siamo sicuramente tra le prime 5/6 ,credo anche un po’ più avanti rispetto alla Germania".