Il Cagliari usa il pugno duro: tre tifosi interdetti a vita per cori razzisti | Globalsport
Top

Il Cagliari usa il pugno duro: tre tifosi interdetti a vita per cori razzisti

La società ha individuato i responsabili grazie al suo personale. Dalla Figc arrivano le congratulazioni per il provvedimento del club.

Il Cagliari usa il pugno duro: tre tifosi interdetti a vita per cori razzisti
Preroll

Globalsport Modifica articolo

14 Febbraio 2020 - 18.46


ATF

Un provvedimento epocale quello preso dal Cagliari Calcio nell’ottica del contrasto alle forme di razzismo spesso presenti negli stadi. Con un comunicato apparso nel sito ufficiale la società ha infatti annunciato di aver bandito a vita l’accesso allo stadio a tre tifosi resisi colpevoli di cori razzisti contro gli avversari. 
Il sodalizio sardo ha spiegato nel dettaglio che l’individuazione dei colpevoli, tifosi occasionali situati nel settore distinti è stata possibile grazie al lavoro congiunto degli steward e del personale di sicurezza.  
Una volta individuati i responsabili il provvedimento è diventato esecutivo: “In ottemperanza al codice regolamentare in vigore – si legge nel comunicato – ma soprattutto a tutela dei tifosi del Cagliari, della città di Cagliari e di tutta la Sardegna, che in termini di accoglienza e rispetto non hanno certo bisogno di prendere lezioni, sono state irrogate sospensioni del gradimento perpetuo, che impediranno a chi si è macchiato di queste azioni deprecabili di entrare alla Sardegna Arena, per qualsiasi manifestazione, per sempre”. 
Nel frattempo la Federazione nella persona del presidente Gravina ha elogiato la decisione presa dalla società sarda: “Il calcio italiano sta combattendo una lotta senza quartiere contro il razzismo, per questo desidero congratularmi con il Cagliari Calcio per l’intransigenza che ha mostrato con questa decisione. La serietà e la determinazione del presidente Giulini sono sotto gli occhi di tutti, la Federazione sostiene con atti concreti lui e tutti i suoi colleghi in prima fila contro ogni forma di discriminazione, perché la piaga dell’inciviltà si può vincere solo scendendo in campo insieme”.

Native

Articoli correlati