Il calcio italiano è nel marasma: ora servono pulizia e indipendenza

La Nazionale non giocherà il mondiale mentre Federazione e Lega sono da mesi bloccati in un commissariamento del Coni conseguente in una crisi da cui non si vedono vie d’uscita.

Calcio

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Redazione 7 maggio 2018

di Giancarlo Governi


Il calcio italiano è nel marasma. La Nazionale non giocherà il mondiale e questo non accadeva da più di 60 anni, gli organi direttivi (la Federazione e la Lega) sono da mesi bloccati in un commissariamento del Coni conseguente a una crisi direttiva e decisionale da cui non si vedono vie d’uscita. I diritti televisivi che sono il foraggio principale del sistema calcio professionistico è nelle mani di un giudice che rimanda continuamente le sue decisioni.
Il vulnus principale, quello che ha colpito il Paese, cioè la eliminazione dalla massima competizione mondiale ha una causa che è sotto gli occhi di tutti tranne che delle società che fanno finta di non vedere e di non capire: le squadre imbottite di giocatori stranieri che relegano i giocatori italiani ai minimi termini. E’ capitato sovente di vedere partite dove tra i 22 giocatori in campo gli italiani sono due o tre. Anche per le squadre giovanili si preferisce, anziché far crescere i nostri ragazzi, andare ad attingere altrove. Il nostro non è un discorso nazionalistico, sappiamo benissimo che siamo in Europa dove c’è la libera circolazione della manodopera, però immaginiamo che gli altri paesi europei abbiano trovato un modo di stare in Europa e di far crescere contemporaneamente anche i giocatori nazionali. Nessuno si preoccupa di questo perché le società hanno interesse a continuare a comprare giocatori in paesi dove non esiste neppure il fisco, in un sistema dominato dai procuratori.
E veniamo alla questione dei diritti televisivi. La Lega di serie A sta pagando a caro prezzo la sua ingordigia che l’ha portata a vendere a una società spagnola che ha offerto una cifra fuori mercato ma che la sta portando a una impasse molto pericolosa. Oggi, a maggio inoltrato, non si sa chi trasmetterà il campionato di calcio, a quali condizioni e a quali prezzi. E le società non possono ancora disporre delle fideiussioni che permettono alle banche di aprire i crediti. Si parla di un canale di Lega come se fosse facile mettere insieme un canale siffatto che richiede una forte organizzazione tecnica ma soprattutto un sistema capillare di raccolta e di gestione degli abbonamenti. Un sistema che Sky, ma anche Mediaset, hanno messo anni a costruire. In tutto questo nessuno pensa al consumatore finale che è quello che tiene in piedi il sistema.
E veniamo alla Federazione. L’organismo rappresentativo del calcio è stato inceppato in una sistema assurdo dove un mondo ultraprofessionistico è dominato dalla parte dilettantistica.
Ora la Lega di serie A deve eleggere i propri organi direttivi tra cui un consigliere indipendente, ma i candidati, allo stato sembrano essere stati individuati nel novero dei dipendenti e collaboratori del sistema sportivo italiano, mentre si trascura la candidatura, questa sì indipendente, di Dino Feliziani, il quale ha, tra l’altro, il titolo di merito di aver fatto pulizia nella Lega Pro. O forse proprio per questo….

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